CONTRIBUTO a cura di Maximiliaan Michielsen, Investment Strategist, 21shares. Contenuto sponsorizzato da 21shares.
Sebbene Bitcoin abbia toccato nuovi massimi storici (ora leggermente inferiori), molti investitori, soprattutto quelli più recenti o provenienti dalla finanza tradizionale, possono provare esitazione.
Acquistare vicino ai massimi può evocare ricordi di volatilità, correzioni e paura di perdite. Ma ampliando la visione, i dati raccontano un'altra storia.
Per prima cosa, è importante ricordare che il tempo nel mercato batte il timing del mercato. Un investitore che avesse comprato 1.000 dollari di Bitcoin ogni anno al peggior momento (cioè ai massimi) dal 2020, oggi avrebbe più che raddoppiato: da 6.000 a oltre 12.489 dollari entro settembre 2025.
Questo dimostra che un’allocazione sistematica e a lungo termine ha storicamente funzionato con Bitcoin. Per gli investitori tradizionali, è utile sapere che l’S&P 500 ha passato circa il 50% dei giorni di trading entro il 5% dal suo massimo storico: operare vicino ai picchi è una condizione comune nei mercati.
La maturità di Bitcoin sta riducendo il rischio
Molti sottolineano come le bull run di Bitcoin siano spesso seguite da drastici cali, come nei cicli del 2013, 2017 e 2021, con correzioni fino al 70%. Ma nel ciclo attuale? Il calo più marcato è stato inferiore al 30%, un’eccezione rispetto al passato.
Cosa è cambiato? L’adozione istituzionale e globale. Bitcoin è ora presente in portafogli multi-asset, riserve aziendali e strumenti regolamentati come gli ETF. Questa maggiore integrazione sta portando a una struttura di prezzo più stabile: rialzi meno estremi, ribassi più contenuti.
Il risultato? Meno volatilità al ribasso, un fattore cruciale per chi cerca asset emergenti con profilo di rischio gestibile.
Volatilità in calo e spostata verso l’alto
Un aspetto poco apprezzato dell’evoluzione di Bitcoin è la trasformazione della volatilità: non solo è in diminuzione, ma sta migliorando qualitativamente.
Nel 2025, la volatilità annualizzata è scesa fino al 23%, in linea con benchmark come l’S&P 500, un cambiamento radicale rispetto al 180% del 2013.
Inoltre, è cambiata la natura della volatilità: Bitcoin è visto sempre più come una riserva di valore, non solo come asset speculativo. Questo porta a movimenti di prezzo positivi, spinti da domanda strutturale, invece che da crolli improvvisi.
Grazie a ETF, aziende e governi che hanno accumulato oltre 6 volte i Bitcoin minati nel 2025, l’offerta è sotto pressione mentre la domanda istituzionale sostiene il prezzo, limitando la volatilità al ribasso.
Il profilo di crescita di Bitcoin ora rivaluta con Nvidia, la società più preziosa al mondo, e appare più favorevole di Tesla, che mostra una volatilità più squilibrata verso il basso.
Per i gestori di portafoglio, questa nuova volatilità significa che Bitcoin si sta trasformando in un asset con rendimento robusto e potenziale di diversificazione. Con maggiore liquidità e accessibilità, il trend sembra destinato a rafforzarsi.
Perché considerare un’esposizione del 5% a Bitcoin
Una volta riconosciuti i progressi nella maturazione dell’asset e il nuovo profilo di rischio, è naturale chiedersi come inserire Bitcoin in portafoglio.
Abbiamo analizzato un portafoglio diversificato tipo, composto da:
- Azioni (50%)
- Reddito fisso/credito (30%)
- Alternative (20%): PE, immobili, oro
Abbiamo poi introdotto un’esposizione del 5% a Bitcoin, redistribuendo:
- 2% da azioni USA
- 2% da oro
- 1% da immobili
Nel triennio più recente, questo portafoglio ha visto i rendimenti cumulativi salire dal 62,77% all’86,18% (senza ribilanciamento), con benefici anche in tutti gli scenari con ribilanciamento.
I rapporti di Sharpe e Sortino sono aumentati fino a 1,52 e 1,59, segnalando una performance migliore corretta per il rischio. La volatilità del portafoglio è aumentata leggermente (dal 9,67% all’11,11%), ma ampiamente compensata da un rendimento più alto.
Anche il rischio di ribasso è rimasto contenuto: il drawdown massimo è aumentato solo marginalmente e, nei portafogli ribilanciati, le perdite relative al benchmark sono state trascurabili. Ciò suggerisce che Bitcoin può offrire upside asimmetrico senza amplificare eccessivamente il rischio.
La conclusione è chiara: con dimensionamento e ribilanciamento corretti, Bitcoin può migliorare la performance complessiva del portafoglio in ogni ciclo di mercato.
Conclusione: l’argomentazione è più forte che mai
Bitcoin è in una nuova fase: maggiore presenza istituzionale, più liquidità e crescente integrazione nel sistema finanziario globale.
Anche l’investitore con il timing peggiore nella storia recente oggi sarebbe in guadagno di oltre il doppio. Le attuali correzioni sono le più moderate mai viste. La volatilità è più bassa e orientata al rialzo, rafforzando il ruolo di Bitcoin come asset che aumenta la crescita e riduce il rischio complessivo.
Anche una piccola allocazione, solo il 5%, è in grado di migliorare i rendimenti aggiustati per il rischio senza destabilizzare il portafoglio. I dati mostrano chiaramente che Bitcoin, oggi, è una posizione difendibile e razionale in qualunque strategia di allocazione patrimoniale orientata al futuro.
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