Anno del bue equivale al bull market? Finora non ha deluso

paulo evangelista, unsplash

Contributo a cura di Fidelity International. Contenuto sponsorizzato.

Gli investitori sono curiosi di vedere se il trend rialzista del mercato cinese continuerà la sua corsa anche nell’anno lunare del Bue, rivolgendo l’attenzione soprattutto sulla sostenibilità della ripresa economica e su di una possibile stretta monetaria

I moderni mercati azionari cinesi hanno solo tre decenni di vita, ma nell’anno del Bue (o Toro) finora sono riusciti a essere all’altezza del suo nome per gli investitori. L’ultimo anno del Bue lunare nel 2009-2010, registrò un’impennata del 51% del Shanghai Composite Index. Il ciclo precedente, nel 1997-1998, vide un rally del 27%.

Naturalmente, le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Ma con l’inizio del nuovo anno del Bue dal 12 febbraio, sono diversi i fattori da considerare per gli investitori che guardano i mercati cinesi. In primo luogo, l’ampia liquidità e la ripresa economica “first in, first out” della Cina dalla pandemia sembrano destinati a contribuire a sostenere il sentimento rialzista del mercato in primavera, sia nel mercato onshore che a Hong Kong.

La ripresa continua

Come nel 2009, gli investitori oggi sono stati incoraggiati dal credito a buon mercato e da una forte ripresa economica post-crisi. Il contesto macro aiuta: la Cina è stata l’unica grande economia con una crescita positiva nel 2020, e le previsioni di consenso per quest’anno prevedono un aumento del PIL di circa l’8%. Gli analisti si aspettano anche una robusta crescita degli utili per le aziende cinesi, almeno nei primi due trimestri.

A marzo, il Congresso Nazionale del Popolo dovrebbe svelare i dettagli del 14° piano quinquennale del Paese, che stabilirà l’agenda di crescita e sviluppo fino al 2025. Inoltre, quest’anno è degno di nota anche perché a luglio si celebrerà il 100° anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese, e il mantenimento della stabilità sociale e della forza economica sono obiettivi fondamentali.

Performance divergenti

Ma gli investitori dovrebbero anche tenere a mente l’alta volatilità e le forti divergenze di performance tra settori. Dal nostro punto di vista, alcune valutazioni appaiono già molto elevate in settori come tech, consumi e assistenza sanitaria, dove scambi più intensi potrebbero provocare oscillazioni di prezzo più ampie. D’altra parte, molti grandi titoli finanziari rimangono in ritardo, scambiando a multipli a una cifra o a sconti sul valore contabile.

A differenza del bull market del 2009, quest’anno regneranno probabilmente temi di crescita strutturale, con alcuni settori caldi e leader industriali che domineranno la scena. Il consumo interno dovrebbe continuare a brillare, dato che i politici cinesi cercano di stimolare la domanda interna di fronte alle tensioni commerciali in corso con Washington.

I consumatori possono prendere il testimone dagli esportatori che hanno giocato un ruolo chiave nella ripresa della Cina lo scorso anno. Il mercato del lavoro si è stabilizzato e la disoccupazione è tornata ai livelli pre-pandemia, mentre i grandi risparmi permettono di liberare più potere di spesa, la Cina infatti ha uno dei più alti tassi di risparmio tra le maggiori economie. L’anno scorso, di fronte alle incertezze della minaccia del virus, i consumatori cinesi hanno risparmiato ancora di più tagliando viaggi e altre spese discrezionali, ma il lancio dei vaccini e la continua ripresa potrebbero permettere loro di allentare i cordoni della borsa ancora una volta.

Guardando al futuro

Gli afflussi verso le azioni cinesi sono stati in costante aumento negli ultimi mesi, poiché gli investitori stranieri cercano di esporsi all’apprezzamento del renminbi e alla crescita economica della Cina. Gli investitori potrebbero anche uscire dal mercato immobiliare nazionale, dove il governo ha imposto misure severe per frenare la speculazione. Le recenti IPO di aziende cinesi, specialmente a Hong Kong, sono state forti.

Tuttavia, non c’è modo di sapere fino a che punto il toro del 2021 possa correre. Vediamo maggiori motivi di cautela nei settori in cui i multipli di valutazione sono rapidamente aumentati. Un rischio chiave è una stretta politica più rapida del previsto. Mentre la ripresa continua e la pressione inflazionistica si accumula, la Cina potrebbe diventare il primo Paese a dover assorbire la liquidità.

La People’s Bank of China ha inviato segnali contrastanti, prosciugando i fondi a volte per testare la reazione del mercato. Le preoccupazioni per l’inasprimento hanno causato nervosismo sul mercato alla fine di gennaio. Ci potrebbero essere ancora altri piccoli passi di irrigidimento per raffreddare l’inflazione o limitare le bolle degli asset. Tuttavia, ci aspettiamo che qualsiasi ulteriore normalizzazione della politica monetaria sia lenta e graduale, dato che la banca centrale si preoccupa di mantenere la stabilità del mercato in quello che la Cina spera sia un anno altrimenti propizio.

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