Ènoto che nel lontano 2001, quando venne coniato l’acronimo BRIC, riferito ai paesi che avrebbero dominato l’economia mondiale nei successivi 50 anni, alcuni investitori si domandarono se il Brasile fosse stato selezionato solo per rendere più orecchiabile il neologismo. Fino ad allora, infatti, il tasso di crescita del paese era stato in media di poco superiore al 2%, accompagnato da un’elevata inflazione, in alcuni periodi sfociata in iperinflazione, e da violente svalutazioni del tasso di cambio.
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