Covid-19 e investimenti sostenibili, cosa è cambiato?

Contributo a cura di Emma Stevenson, Equities Correspondent; Nicholette MacDonald-Brown, head of European Blend Equities; Katherine Davidson, Portfolio Manager, Global & International Equities e Saida Eggerstedt, head of Sustainable Credit di Schroders. Contenuto sponsorizzato.

La pandemia di Covid-19 ha acceso i riflettori sul modo in cui le aziende trattano i dipendenti, tutelano i loro clienti e supportano i loro fornitori in tempi di crisi come quello che stiamo vivendo, cambiando così il dibattito sugli investimenti sostenibili e il loro impatto in un'ottica di lungo termine.

Come investitori sostenibili, interagiamo attivamente con le aziende in cui investiamo e uno degli aspetti che affrontiamo con loro è l'attenzione verso tutti gli stakeholder. Questo avviene ormai da molto tempo. Ma se penso alla crisi finanziaria globale del 2008, in effetti le conversazioni di allora erano molto diverse da quelle di oggi. All'epoca l'attenzione era concentrata su margini, utili e bilanci, mentre ora contano anche altri aspetti, tra i quali il trattamento riservato a dipendenti e fornitori.

Il dialogo fra investitori e aziende è cambiato. Un tempo, tra i fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) si badava soprattutto alla "E" di "Environment", mentre quest'anno è emerso molto chiaramente che l'aspetto "sociale" è altrettanto importante. È un discorso di ampio respiro che alimenta un intenso dibattito sui media e nella società in generale. Il modo in cui le aziende trattano il personale, gestiscono l'intera filiera e proteggono i loro clienti interessa tutti, non solo gli investitori.

Guardare al futuro con occhi ESG

Il successo registrato dai fondi sostenibili nel 2020 è stato molto importante perché per la prima volta questi prodotti sono stati messi alla prova. Tale risultato dimostra che la sostenibilità non è un "lusso" che gli investitori possono permettersi soltanto in tempi di boom economico, ma è fondamentale anche nei periodi di crisi. Se guardiamo ai benchmark europei, la performance dell'MSCI Europe ESG Leaders Index è stata di -1,9% dall'inizio dell'anno a fronte di una flessione del -5,6% registrata dall'indice MSCI Europe nel complesso (fonte: Morningstar, 30 novembre 2020). Questa performance dimostra che si continuerà a parlare di sostenibilità ancora per molto tempo.

Le aziende sono sempre più sotto pressione poiché devono dimostrare di attuare buone pratiche. Nonostante tutto, gli investitori hanno un'ampia scelta: le difficoltà economiche di quest'anno hanno spinto numerose imprese a cercare nuove forme di finanziamento tramite l'emissione di titoli di debito o azionari. Gli investitori possono quindi essere selettivi. Non dimentichiamo, inoltre, il ruolo di governi e autorità: molte aziende si sono affidate a sostegni statali, ad esempio sotto forma di finanziamenti o accesso a piani di cassa integrazione. I governi esigono che le aziende destinatarie degli aiuti statali abbiano standard elevati in termini di condotta sociale e ambientale, e tale atteggiamento continuerà ben oltre la crisi attuale.

Il ruolo delle aziende nelle rispettive comunità e nella collettività in generale sta cambiando e si inizia a parlare di “nuovo contratto sociale”. Si tratta di un aspetto importante anche per i clienti. In base al nostro Global Investor Study di quest'anno gli intervistati si aspettano che le aziende diano la priorità a condotte che hanno un impatto sull'ambiente e sulla società.

L’insorgere dei temi sociali

Le pesanti flessioni del mercato di inizio pandemia hanno offerto agli investitori sostenibili buone opportunità per selezionare le aziende in base alla loro risposta alla crisi. Può essere più facile e più produttivo pretendere pratiche migliori o maggiore trasparenza durante una crisi che non quando tutto sembra andare bene. Uno dei lati positivi dell'attuale emergenza è che ci ha permesso di avviare attività di engagement con società che in precedenza non avevano colto l'importanza della sostenibilità. Quest'anno, i mercati di capitali hanno premiato le società impegnate su temi sociali. Inoltre, abbiamo visto che sono i clienti stessi a determinare il destino di un'azienda e che la reputazione dei brand può precipitare se si ritiene che abbiano un 'impatto negativo' nel quadro dell'attuale crisi. È un aspetto che non sfugge ai manager più esperti.

Come investitori europei, siamo fortunati dal momento che molte delle società con cui dialoghiamo si stanno già attivando sul fronte della sostenibilità. Tuttavia, continuano a sorprendersi quando affermiamo che i dubbi circa la sostenibilità di un'azienda possono pregiudicarne l'appetibilità tanto quanto i dubbi sui suoi margini di profitto. Un altro aspetto molto interessante è il fatto che le aziende abbiano iniziato a rivolgersi a noi per ricevere consulenza sulle migliori pratiche in materia di sostenibilità. Cresce la consapevolezza che le aziende debbano definire gli obiettivi di sostenibilità oltre a quelli finanziari.

La pandemia ha spinto un gran numero di persone a riconsiderare valori e priorità. Tale fenomeno ha implicazioni significative anche sugli investimenti. Per esempio, dal nostro ultimo Global Investor Study è emerso che il 77% degli investitori retail non investirebbe contro i propri valori.

Le opportunità sostenibili

Le opportunità non mancano. Potremmo guardare alle società che sono state trascurate poiché le loro prospettive a lungo termine sono passate in secondo piano rispetto al virus e alle misure di contenimento. Dal punto di vista della sostenibilità, è proprio durante crisi di questo genere che le società hanno bisogno degli investitori. Perciò dovremmo continuare a essere esigenti riguardo agli obiettivi di sostenibilità.

È incoraggiante, inoltre, il livello di stimoli varati dai governi per far fronte alla crisi. Molti Paesi emettono green o social bond. Si tratta di impegni a lungo termine mirati ad affrontare le problematiche ambientali, promuovere la crescita dell'occupazione e migliorare la resilienza in vista di un'eventuale emergenza analoga in futuro. E penso che per investitori attivi come noi, in grado di scegliere le società in cui investire, vi sia la concreta opportunità di continuare a esercitare pressioni affinchè la sostenibilità si confermi una delle principali priorità durante la ripresa.

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