Integrare fondi settoriali e tematici per generare alpha

Luca Giorgi notizia
Luca Giorgi, head of iShares and Wealth, BlackRock Italia

Contributo a cura di Luca Giorgi, head of iShares and Wealth di BlackRock Italia. Contenuto sponsorizzato.

I fondi settoriali e tematici negli ultimi due anni hanno riscontrato un successo senza precedenti e sono entrati con un peso sempre maggiore all’interno dei portafogli degli investitori italiani. Complice la pandemia, che ha accelerato alcuni trend già in atto, l’economia mondiale oggi si ritrova di fronte ad una spaccatura. Da un lato ci sono i comparti che sono emersi vincenti dalla crisi sanitaria, ottenendo ottime performance, come i settori dell’e-commerce, dell’healthcare e dei servizi di comunicazione; dall’altro ci sono quelli che hanno sofferto di più e mostrano tuttora difficoltà a recuperare, quali oil&gas, turismo e real estate. Si pensi, per esempio, che la società Zoom nel 2020 è arrivata ad avere una capitalizzazione di 48 miliardi di dollari, più della somma delle capitalizzazioni delle compagnie aeree più importanti (1).

Le strategie settoriali e tematiche hanno trainato la raccolta nel 2020 (2) e i settori che hanno performato meglio sono anche quelli che hanno registrato maggiori afflussi. Bisogna sottolineare inoltre che spesso esiste un overlap tra fondi tematici e investimenti sostenibili, che ha a sua volta amplificato il trend. Sia la gestione attiva, che passiva, ha registrato il record in questi segmenti di mercato. Il podio per raccolta da parte degli investitori italiani va a tecnologia, ambiente ed healthcare.

Grafico con la raccolta per settori in Italia

Fonte: Per I fondi attivi: Broadridge SalesWatch, dati a fine novembre 2020. Il perimetro considerato è il mercato wealth Italiano, third-party managers. I dati escludono i FoF e i fondi money market. Per gli ETF: Borsa Italiana a fine dicembre 2020.

Diversificazione, performance solide, orizzonte di lungo periodo e una narrativa concreta alla base, sono i principali driver di crescita degli investimenti tematici e settoriali. Ma perché usarli e come inserirli in portafoglio? È importante saper inserire in maniera ottimale questa tipologia di prodotti per rendere il portafoglio più efficiente.

Fondi settoriali

Tutti i settori hanno una loro ciclicità, ma non sono ciclici allo stesso modo. Per esempio il settore minerario tende a sovraperformare all’inizio di un ciclo economico, mentre quello sanitario lo fa durante le fasi di recessione. Tuttavia ci sono alcuni settori, sebbene ciclici, che sono anche supportati da tendenze di lungo periodo, come avviene nel caso della tecnologia. È importante quindi cercare di intersecare i due concetti di ciclicità e trend di lungo termine, favorendo la rotazione settoriale, che può avvenire sia con fondi attivi, che con ETF.

Un altro aspetto importante è la capacità dei gestori settoriali di generare alpha. Nel complesso, l’alpha generata dai gestori settoriali è significativa e poco correlata con quella dei gestori regionali (3). Quindi inserire queste due tipologie di strategie attive può migliorare le performance aggiustate per il rischio del portafoglio. Nel corso del 2020 circa il 30% della nostra raccolta è stata registrata in prodotti settoriali (4).

Fondi tematici

Esistono diversi approcci con cui inserire i prodotti tematici in portafoglio. Si possono considerare come componente satellite dell’asset allocation, sia attraverso una selezione tattica che un overlay, che facciano da booster per le performance. In alternativa possono andare a sostituire la componente azionaria globale, dato che si tratta di prodotti che, per loro natura, non hanno bias geografico o fattoriale. Infine l’ultimo approccio, il più innovativo, che consiste nell’utilizzare le strategie tematiche come parte core del portafoglio: ciò avviene quando si hanno convinzioni forti su determinati temi di lungo termine. In tal caso, si parte dalla selezione delle tematiche, con un’allocazione che si focalizzi sui trend di successo con strumenti multi-tematici. Tuttavia, quest’ultima modalità potrebbe comportare in alcuni periodi delle sovra e sotto esposizioni su determinate aree geografiche o fattori di stile, non intenzionali. Un rischio che comunque si può mitigare attraverso l’integrazione settoriale o fattoriale.

I temi di lungo periodo non sono un concetto statico, ma hanno un loro ciclo. La gestione del rischio è infatti un aspetto centrale quando si costruisce l’asset allocation, e ciò vale a maggior ragione quando si inseriscono prodotti tematici, sia che essi vadano nella parte core o satellite del portafoglio. I fondi tematici infatti possono, da un lato ottimizzare il profilo rischio-rendimento della parte azionaria, dall’altro possono anche offrire una dimensione addizionale di premio, da integrare alle altre metriche di rischio.

Fondi tematici e settoriali, sebbene abbiano alcune componenti che si sovrappongono tra loro, presentano comunque delle differenze. L’integrazione di building block settoriali e tematici consente di raggiungere un duplice obiettivo: essere presenti nelle aziende leader di oggi, rappresentate nei prodotti settoriali, ma anche nei player di domani. Ad esempio combinando due ETF healthcare, quali iShares MSCI World Health Care Sector UCITS ETF (5) e iShares Healthcare Innovation UCITS ETF, si nota che con il primo si investe in grosse aziende farmaceutiche, mentre con il prodotto tematico riusciamo a posizionarci su quelle aziende con forti expertise in ricerca e sviluppo, in biotecnologie, tipicamente di piccole e medie dimensioni, offrendo quindi un potenziale per generare alpha addizionale.


(1) Fonte: Ycharts, Maggio 2020. Le compagnie aeree più rappresentative sono selezionate sulla base dei ricavi 2019. A scopo illustrativo. Il riferimento alle società menzionate nella presente comunicazione non costituisce consulenza in materia di investimenti o una raccomandazione ad investire in tali società.

(2) Fonte: Per I fondi attivi: Broadridge SalesWatch, dati a fine novembre 2020. Il perimetro considerato è il mercato wealth Italiano, third-party managers. I dati escludono i FoF e i fondi money market. Per gli ETF: Borsa Italiana a fine dicembre 2020.

(3) Fonte: BlackRock, dicembre 2020

(4) Fonte: BlackRock. Dati al 31 dicembre 2020. I dati fanno riferimento alla raccolta in Italia per i fondi attivi, mentre per gli ETF si considerano i dati di raccolta su Borsa Italiana.

(5) iShares MSCI World Health Care Sector UCITS ETF al momento è disponibile solo per clientela professionale.


Rischi

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Informazioni legali sul Fondo

iShares Healthcare Innovation UCITS ETF

Rischio di concentrazione, Rischio di controparte, Rischio dei mercati emergenti, Rischio azionario, Rischio di liquidità , Rischio delle società più piccole

iShares MSCI World Health Care Sector UCITS ETF

Rischio di concentrazione, Rischio di controparte, Rischio azionario

Descrizione dei rischi dei fondi

Rischio di concentrazione

Il rischio di investimento si concentra su settori, paesi, valute o società specifiche. Ciò significa che il Fondo è più sensibile a qualsiasi evento economico, politico, di mercato o normativo locale.

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Rischio dei mercati emergenti

Nei paesi emergenti in generale si possono verificare problemi economici o politici più frequenti rispetto alle economie sviluppate. Altri fattori influenti comprendono un maggior “rischio di liquidità”, restrizioni all’investimento o al trasferimento di beni patrimoniali, ritardi o inadempienze nella consegna di titoli o nell’effettuazione di pagamenti al Fondo.

Rischio azionario

Il valore delle azioni e dei titoli correlati ad azioni può essere influenzato dall’andamento quotidiano del mercato azionario. Altri fattori che possono influire comprendono notizie economiche o politiche, pubblicazioni degli utili societari ed eventi significativi che coinvolgono le società.

Rischio di liquidità

Una minore liquidità significa che non vi sono abbastanza acquirenti o venditori per consentire al Fondo di vendere o acquistare tempestivamente gli investimenti.

Rischio delle società più piccole

Le azioni di società di dimensioni più ridotte generalmente evidenziano volumi di negoziazione minori e variazioni di prezzo maggiori rispetto alle società più grandi.

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