Investire nelle infrastrutture per proteggersi da inflazione e aumento dei tassi

Oriana Bastianelli
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Commento a cura di Oriana Bastianelli, portfolio manager, Kairos.

Con la fine dell’estate possiamo tirare il bilancio dei risultati semestrali dell’universo di investimento delle utilities e delle infrastrutture per il trasporto e per le telecomunicazioni.

Nel corso dei mesi di luglio e agosto abbiamo assistito, come da prassi ad una carrellata di risultati. Non sempre quello che abbiamo visto nei numeri ed è stato fornito come outlook si è tradotto in una performance coerente: la causa principale di tutto ciò è stato l’ulteriore aumento dei tassi nei mesi estivi. Ma ora facciamo singole considerazioni per settore:

nel mondo delle utilities è sempre più evidente il valore dei servizi di bilanciamento per l’instabilità introdotta dall’aumento della penetrazione delle rinnovabili – per definizione sole e vento non sono controllabili.

La produzione idroelettrica è risultata in miglioramento dopo la siccità del 2022.

Sono forti i risultati degli emittenti esposti alla vendita per la diminuzione dei costi delle materie prime.

Riscontriamo invece messaggi ancora difficili dal mondo rinnovabili dove, per ragioni diverse, abbiamo assistito a due significativi profit warning (una società tedesca e una multinazionale danese, entrambe del settore dell’energia, a cui non avevamo esposizione) e in generale ad un rallentamento dell’interesse per le aste nell’eolico offshore. Inoltre, dobbiamo considerare gli impatti dalla ridotta ventosità nel corso della prima parte dell’anno, fenomeni tuttavia che si riassorbono nel tempo.

Nel mondo dei trasporti, degni di nota gli aeroporti che hanno registrato picchi di traffico superiori alla stagione estiva del 2022, che era stata già estremamente forte. Qui l’attenzione è puntata alle politiche di prezzo dei biglietti aerei per i prossimi mesi.

Nel mondo delle infrastrutture per le telecomunicazioni si sono riscontrate buone crescite organiche con la società più rappresentativa del settore che nei prossimi mesi testerà l’appetito del mercato per operazioni di M&A di piccolo e medio taglio.

Detto ciò, i fondamentali dei settori, parlo soprattutto delle utilities, rimangono molto forti e le valutazioni interessanti. Dove ci può essere più ciclicità (e qui mi riferisco al mondo dei trasporti) ci arriviamo in condizioni valutative non particolarmente tirate.

È importante ricordare come tutto il settore infrastrutturale abbia una correlazione negativa con l’aumento dei tassi reali e fornisca un’ottima copertura verso l’inflazione. Circa il 70% delle società presenti in portafoglio ha un fatturato indicizzato all’inflazione: questo elemento nel contesto di mercato degli ultimi anni è servito a fornire un’ulteriore caratteristica difensiva all’asset class. Inoltre, l’universo del fondo è divisibile in due basket differenti:

- il primo, rappresentato dal mondo dei trasporti, è legato maggiormente al ciclo economico ed ha minore correlazione negativa con i tassi reali;

- il secondo, composto da utilities e torri per le telecomunicazioni, è più difensivo ma molto più sensibile alle oscillazioni del tasso reale.

Questa dualità ha aiutato ed aiuta molto fondi a trovare il giusto mix tra esposizione al tasso reale e all’inflazione nei vari contesti di mercato. La debolezza dell’equity dopo il forte movimento dei tassi nell’ultimo mese di agosto, che secondo noi è poco coerente con un probabile rallentamento dell’economia è stato un ottimo punto di ingresso per aumentare le maggiori convinzioni del portafoglio.