Le minute FOMC si sono rivelate tutt’altro che banali. La pietra dello scandalo è stata l’indicazione che “la maggioranza dei membri ritiene che se i prossimi dati confermeranno l’accelerazione della crescita nel secondo trimestre, il miglioramento del mercato del lavoro, e i progressi dell’inflazione nei confronti del target del 2%, sarà appropriato che il Committee alzi i tassi a giugno. Si tratta di un mini shock, per un mercato che appena una settimana fa attribuiva un 4% di probabilità ad una mossa al prossimo FOMC, dopo un fuoco di fila di dichiarazioni di vari membri era giunto faticosamente ad un 14%.
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