Il primo trimestre se n'è andato e credo non lo rimpiangeremo affatto. Ha lasciato a molti l'amaro in bocca. Le sensazioni infatti, almeno per quello che mi riguarda, non sono molto positive. Abbiamo vissuto un quasi tracollo fino a metà febbraio, dove sono stati venduti in maniera indiscriminata sia i titoli con buoni fondamentali, sia quelli con pessimi fondamentali per poi assistere ad un recupero durante il quale sono risaliti nello stesso modo in cui erano scesi. Per fare un esempio, i titoli delle società dello S&P500 con elevato livello di indebitamento (misurato come rapporto fra debito e Ebitda superiore a 10 volte o con un EBITDA negativo) nel 2016 sono saliti in media del 15% nel solo mese di marzo, rispetto a una performance dell’indice pari a +6.6%. A marzo inoltre è stato il momento dei banchieri centrali. Ha iniziato Draghi aprendo finalmente la porta agli acquisti sui Corporate, poi è stata la volta della Yellen che in perfetto clima pasquale si é mantenuta più che colomba ed infine buon ultimo Kuroda che parlando nel corso di un’audizione al Parlamento ha ribadito l’impegno ad “adottare ulteriori manovre espansive senza esitazione”.
Melina a centrocampo

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