Perché puntare sulla gestione attiva e quali strategie potranno dare il maggiore apporto in termini di performance

Con il termine gestione attiva ci si riferisce, in generale, a strategie di investimento implementate da gestori che, con l’obiettivo di aggiungere valore e quindi performance, effettuano le loro scelte di portafoglio senza avere un benchmark come bussola. I fondi hedge sono la massima espressione di questo stile che oggi, grazie alla maggiore flessibilità normativa, è replicabile anche in ambiente armonizzato e disponibile per una platea più ampia rispetto agli hedge fund attraverso prodotti Ucits alternativi o NewUcits, il cui stile di gestione risulta essere oggi la risposta migliore ai cambiamenti strutturali dei mercati. Non c’è dubbio, infatti, che la combinazione di globalizzazione, innovazione e tecnologia ha portato i mercati ad una nuova architettura caratterizzata da trend più veloci, cicli di borsa più instabili e maggiori connessioni tra comparti diversi. Aspetti che possono essere gestiti molto più efficacemente con un approccio attivo di gestione, rispetto a quello passivo. Non solo. Altri fattori congiunturali quali livelli di crescita dei Paesi a velocità differenti,  maggiore incertezza politica ed economica, con politiche monetarie disuguali nelle diverse aree di mercato, rendono necessari approcci attivi per chi vuole puntare su efficienti performance aggiustate per il rischio. Abbandonare i modelli di gestione che si limitano a proiettare nel futuro le esperienza passate - come tipicamente avviene nel mondo della gestione passiva o per i gestori guidati dai benchmark - diventa quindi il nuovo paradigma da seguire. Con chiari vantaggi: la correlazione tra strategie di investimento attive è più bassa rispetto a quella di portafogli composti da singole asset class o da gestioni passive. Inoltre, ogni gestore attivo introduce nel portafoglio tecniche di risk management molto più evolute. Pertanto i portafogli risultano avere una più elevata diversificazione e dunque una maggiore protezione dai potenziali drawdown. Ne consegue un risultato desiderabile: asset allocation meno  dipendenti dai cicli di mercato.

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