Ripensare le allocazioni asiatiche in portafoglio: la Cina

Catherine Yeung (Fidelity International)
Immagine concessa (Fidelity International)

CONTRIBUTO a cura di Catherine Yeung, investment director, Azionario asiatico di Fidelity International. Contenuto sponsorizzato da Fidelity International.

L'ultimo trimestre del 2023 è ormai alle porte, e sono già stati molti i cambiamenti macroeconomici e geopolitici significativi intervenuti, nel corso dell’anno a livello globale, e potenzialmente se ne potrebbero verificare altri. Tuttavia, ciò che ha funzionato in passato potrebbe non farlo in futuro. Gli investitori affrontano uno scenario più volatile e multipolare e sono entrati in una fase di rivalutazione e delineamento di nuovi orizzonti legata al ripensamento dei loro portafogli. I mercati sviluppati, che negli ultimi anni hanno sostanzialmente generato una sovraperformance azionaria, hanno visto le banche centrali adottare una politica anticiclica e le economie dei mercati sviluppati attualmente oscillano tra segnali di resilienza e fragilità. Nonostante le loro difficoltà – che in larga misura già si riflettono in forti sconti nel comparto azionario rispetto ai mercati sviluppati occidentali – i mercati asiatici, ampi e diversificati, stanno seguendo un percorso divergente. Secondo le stime, quest’anno l’Asia nel suo complesso fornirà alla crescita mondiale un contributo del 70% circa, contro il 20% dei mercati sviluppati occidentali.

Mettere la Cina in prospettiva: lo scenario di base rimane una
crescita disomogenea

La Cina non è l’Asia e c’è il rischio che una lettura semplicistica dei dati di breve termine sul singolo Paese detti il sentiment verso l’Asia nel suo complesso. Tuttavia, è evidente che la Cina esercita un’influenza a livello regionale e le attuali difficoltà hanno indotto gli investitori a ricalibrare le aspettative sulla crescita del PIL e sul sostegno politico cinese, a fronte dei dati economici deboli e delle rinnovate tensioni nei settori finanziario e immobiliare. Nel contesto dei portafogli globali, l’Asia nel suo complesso – considerando anche gli attuali timori legati alla Cina – offre un prezioso potenziale di crescita e diversificazione a lungo termine.

Anche se le recenti turbolenze del mercato destano preoccupazione, riteniamo che gli argomenti a favore dell’investimento in Cina rimangano convincenti, nonostante la traiettoria di crescita disomogenea. Il Governo ha adottato una serie di politiche di allentamento incrementali – che tuttavia dovrebbero risultare significative nel loro complesso – per infondere fiducia negli investitori e favorire una crescita economica sostenibile a lungo termine. Nell’importante settore immobiliare i tassi ipotecari sono stati ridotti e i requisiti per l’acquisto di una casa sono stati resi meno rigorosi. Serviranno altre misure di allentamento per realizzare una transizione gestita dei principali driver economici della Cina, da infrastrutture e proprietà immobiliari a manifattura e consumi. Ulteriori misure di sostegno diretto alle famiglie, come ad esempio l’adeguamento dei tassi ipotecari, potrebbero stimolare ulteriormente una ripresa trainata dai consumi, liberando gli ingenti risparmi repressi delle famiglie cinesi. Con lo spostamento dell’attenzione verso la crescita di alta qualità, probabilmente i consumi diventeranno un motore di crescita più importante.

In Cina la bassa inflazione favorisce un maggiore allentamento. Diversamente dai mercati sviluppati, che stanno facendo fronte un aumento della pressione inflazionistica, la Cina è in una fase di moderata deflazione, dovuta alla debole ripresa della domanda interna. Ciò lascia ampio spazio per misure di allentamento molto più incisive, anche se il ritmo e la portata di tale sostegno appaiono disomogenei. Gli investitori devono monitorare molto attentamente gli sforzi compiuti dai decisori politici per bilanciare obiettivi economici a breve e a lungo termine e sarà questo, piuttosto che le aspettative del mercato, a dettare l’intervento politico. Inoltre, la ricerca sul campo effettuata dai gestori di portafoglio e dagli analisti di Fidelity indica anche che i fondamentali di alcuni settori e società sono più resilienti rispetto a quanto suggerito dagli indicatori macroeconomici generali. Riteniamo vi siano opportunità selezionate con valutazioni interessanti in termini assoluti e relativi per investire, ad esempio, nei leader di mercato presenti o futuri in grado di assicurarsi quote di mercato più ampie attraverso il consolidamento e/o di trarre beneficio dalla sostituzione domestica, scalando la catena del valore e mostrando un potere di determinazione dei prezzi. Tendenze come la spesa basata sull'esperienza, la consapevolezza della salute e la premiumization (o potenziamento dell’offerta di fascia alta) continuano a crescere e la resilienza è evidente nei consumi di fascia bassa e ci sono segnali di ripresa nei beni di lusso di fascia alta.

Più in generale, la Cina continua ad esercitare una forte capacità di innovazione e forza industriale su larga scala in molti mercati. Per citare un esempio di investimento sostenibile, il 60-90% dei componenti delle batterie per i veicoli elettrici a livello mondiale viene prodotto in Cina e la Cina rimarrà un hub fondamentale per la rapida crescita del mercato dei VE (veicoli elettrici) nel prossimo futuro.


Gli investitori devono tenere conto del fatto che le opinioni qui riportate potrebbero non essere più attuali e che potrebbero anche essere già state modificate. Gli investimenti in mercati esteri possono risentire delle oscillazioni dei tassi di cambio. Gli investimenti in mercati emergenti possono andare incontro a maggiore volatilità rispetto ad altri mercati più sviluppati.