T. Rowe Price, il vento sta girando in favore dei titoli value

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Mallet Sebastien, immagine ceduta

Contributo a cura di Yoram Lustig, Head of Multi-Asset Solutions, EMEA, Sebastien Mallet, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV Global Value Equity e Andrew Clifton, portfolio specialist, di T. Rowe Price. Contenuto sponsorizzato.

Le campagne vaccinali stanno progredendo in direzione positiva, le economie riapriranno gradualmente, la fiducia dei consumatori migliorerà e ne deriverà una ripresa. Molti si aspettano la crescita del Pil globale più solida degli ultimi decenni, sostenuta dagli stimoli. Abbiamo infatti già visto un aumento di inflazione, rendimenti dei titoli di Stato e prezzi di energia e commodity. Crediamo che gli investitori saranno quindi propensi a considerare opportunità in segmenti trascurati durante la pandemia e che ora dovrebbero beneficiare di questo contesto, come le small-cap e i titoli value.

Le small-cap hanno rimbalzato molto più rapidamente dei titoli value che, invece, hanno appena iniziato a riguadagnare il terreno perso nel 2020. Questa discrepanza è stata influenzata dal calo dei tassi, che ha agito da vento contrario per i finanziari, una delle componenti principali dell’universo value. Ora, con un contesto di aumento dei tassi, inflazione più alta e crescita economica positiva, l’attesa è che i titoli value ricevano supporto. Nel corso dei prossimi mesi, riteniamo che saranno proprio i titoli value a mostrare il maggiore potenziale di rialzo. Come illustra il grafico 1, l’aumento dei rendimenti dei bond governativi tende a corrispondere con una sovraperformance del value sul growth.

Figura 1. ACWI Value less Growth e US 10-year Treasury yield

Un altro argomento a supporto dei titoli value è la duration: tipicamente è più lunga per i titoli growth, quindi l’aumento dei tassi potrebbe sostenere l’azionario value e frenare il growth. Inoltre, una crescita economica solida comporta un aumento della domanda di commodity e in particolare petrolio, migliorando l’outlook per il settore energetico. La sovraperfomance di questo comparto potrebbe sostenere ulteriormente il value.

Riteniamo che lo scenario attuale evolva in favore dei titoli value. Questo perché molti policy maker in molti Paesi non stanno implementando in modo rigoroso le lezioni che la storia ci ha insegnato su come evitare l’inflazione, vale a dire: evitare la guerra, essere cauti con l’accomodamento monetario sostenuto dei deficit fiscali (quindi con i tassi di interesse depressi), evitare la dominazione fiscale, mantenere l’indipendenza delle banche centrali, mantenere ancorate le aspettative sull’inflazione e perseguire politiche economiche pro-crescita[1]. Di conseguenza, se i mercati iniziassero a ritenere probabile un’accelerazione sistematica dell’inflazione, molti dei trend di mercato che hanno caratterizzato l’ultimo decennio potrebbero invertire la rotta, agevolando l’avvio di un ‘regime all’insegna del value’.

È in questo contesto che l’ “American Jobs Plan” annunciato di recente negli USA potrebbe essere interpretato come precursore di uno spostamento permanente verso una spesa fiscale maggiore, in grado di accrescere le speranze per la ripresa economica. Ciò a sua volta dovrebbe generare inflazione e agire come vento di coda per gli investimenti value in generale e per la nostra strategia Global Value Equity in particolare.

Nel dettaglio, il piano dell’Amministrazione Biden da oltre 2.000 miliardi di dollari statunitensi per “reinventare e ricostruire una nuova economia” interesserà molte aree value alle quali è direttamente esposto il fondo Global Value Equity, come l’energia e le rinnovabili, le batterie dei veicoli elettrici, la banda larga, il digitale e le costruzioni. Anche molti semiconduttori, che nel portafoglio pesano per circa il 5%, beneficeranno della continua crescita dei veicoli elettrici, così come le compagnie IT (tra cui Microsoft, ora pari a circa il 2,1% del portafoglio) trarranno beneficio dalla digitalizzazione della società USA a tutti i livelli. Infine, la performance generale dell’economia USA sarà determinante per il fondo, molto esposto ai titoli finanziari.

In conclusione, dopo oltre un decennio di supremazia growth, il 2021 potrebbe essere l’anno dello slittamento verso i titoli value. Gli investitori dovrebbero quindi pensare a non escludere i titoli growth, ma trovare un giusto bilanciamento nei propri portafogli, introducendo una propensione tattica verso il value.

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[1]Do Enlarged Fiscal Deficits Cause Inflation: The Historical Record” (Bordo/Levy, NBER Working Paper Series 28195, December 2020)

 2 Gli specifici titoli identificati e descritti non rappresentano tutti i titoli acquistati, venduti o raccomandati all’interno del portafoglio, e non é possibile presumere che i titoli individuati e trattati siano o saranno redditizi


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