“Può esistere un rating pienamente oggettivo? Credo che questo sia molto difficile. Se analizziamo le agenzie di rating possiamo notare come questo non avvenga nemmeno per il credito societario o per quello governativo, anche se basato sugli stessi dati. L’applicazione della nostra capacità di giudizio è parte fondamentale della professione di specialisti dell’investimento”. Natalie Westerbarkey, head of EU Public Policy di Fidelity International, parte nella sua valutazione da un punto di vista che tende a ridimensionare le differenze tra investimento genericamente inteso e investimento ESG. L’allocazione, infatti, è conseguente ad un processo di selezione che è demandato al professionista responsabile. Non esistono etichette applicate ai titoli che investono ad esempio in robotica, così come non ne esistono per titoli value. Ci sono fattori comuni che aiutano ad orientarsi, ma la decisione finale è del gestore, così come del fund selector, in base a valutazioni complesse e orientate al futuro che non sempre, o meglio quasi mai, è possibile incasellare in rigidi schemi decisi a priori.
Orientarsi nell’universo ESG: framework e oggettività

Foto: Funds People
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