Petrolio e crisi in Medio Oriente: quali rischi per i mercati emergenti

Ygal Sebban News
Ygal Sebban, immagine concessa (GAM)

I movimenti estremi registrati sui prezzi del petrolio negli ultimi giorni a causa della crisi in Medio Oriente hanno aperto una fase di forte incertezza per i mercati emergenti. La situazione resta in evoluzione e le implicazioni per gli investitori dipendono in larga misura dall’evoluzione del conflitto. Uno dei punti cruciali riguarda la praticabilità dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitano circa 20 milioni di barili al giorno di offerta petrolifera. “Si stima che il 73% dei flussi di petrolio e gas che passano attraverso lo stretto sia destinato all’Asia emergente; questa regione risulterebbe quindi la più esposta a un’eventuale interruzione dei traffici. Secondo le stime, tra il 40% e il 70% delle forniture di petrolio di India, Corea e Thailandia transita proprio da questo passaggio marittimo”, spiega Ygal Sebban, Investment Director e responsabile del team azionario dei mercati emergenti di GAM.

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