Ridurre l'offerta nel mercato sembra l'idea principale sul tavolo di Vienna, alla riunione delle dodici nazioni dell’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC). In attesa di capire se la decisione sarà effetivamente questa, i fenomeni speculativi sono dietro l'angolo. Al momento il prezzo del petrolio si attesta attorno ai 63 dollari per il Brent e 58 dollari per il WTI (Bloomberg). I prezzi erano scesi all’inizio dell’estate per toccare il punto più basso dell’anno nel mese di giugno ma da quel momento hanno subito un’impennata: le quotazioni del Brent hanno avuto una variazione del +45% e quelle del WTI del +35%. L’OPEC perciò vuole tagliare l’offerta del petrolio per non fermare proprio la crescita dell’oro nero. Il segretario generale Mohammed Barkindo conferma che tutti i Paesi sono d’accordo con l’estensione della riduzione dell’offerta nel mercato fino a marzo 2018. Questo significa che, durante questo periodo, il mercato del petrolio sarà più volatile che mai.
Petrolio e dollaro: due variabili da tenere sotto controllo

London Commodity Markets, Flickr, Creative Commons
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