Peyraud (Mirova): i plus di un focus tematico sulle eco-attività

Bosco verticale
Gabor Molnar, Unsplash

L’Europe Environmental Equity è un fondo tematico dedicato alla transizione ambientale di Mirova, affiliata di Natixis Investment Managers specializzata in investimenti sostenibili. Il prodotto sta riscontrando grande interesse tra gli investitori per la capacità di coniugare rendimento e impatti positivi a livello ambientale, dimostrando un’ottima capacità di resilienza nell’attuale contesto di mercato caratterizzato dalle incertezze legate al Covid-19. “Il nostro focus tematico sulle eco-attività è un plus che ci ha consentito di generare over performance in un anno complesso come il 2020”, afferma l’investment specialist Clémence Peyraud. Inoltre, in ottica di lungo periodo, la strategia ha il vantaggio di inserirsi nel trend accelerato dalla pandemia degli investimenti sostenibili e appare ben posizionata per beneficiare dello slancio offerto dal Green Deal che punta a fare dell’Europa il primo continente ad impatto zero sul clima entro il 2050.

STRATEGIA DEL FONDO

Il Mirova Europe Environmental Equity è investito principalmente in società europee che forniscono soluzioni per affrontare questioni ambientali. “Il portafoglio è esposto per l’85% in eco-attività”, spiega Peyraud. La filosofia di gestione è basata sulla convinzione ed è rivolta al lungo termine, con una predilezione per gli investimenti nelle small e mid cap. “Attualmente deteniamo 55 titoli in portafoglio. Il turn over è molto basso: in media aggiungiamo 3 o 4 nuovi nomi all’anno. Il portafoglio è suddiviso in tre parti: la prima è correlata alle tecnologie ambientali disruptive come le rinnovabili, l’eolico, il solare, la mobilità sostenibile o l’idrogeno green e rappresenta il 34% del portafoglio. La seconda è dedicata ai risparmi energetici, con aziende connesse all’efficienza energetica o ad edifici green. Infine, la terza parte, pari al 27%, è riferita all’economia circolare, all’utilizzo sostenibile dei rifiuti, dell’acqua e dell’energia”, spiega l’esperta di Mirova.

La gestione ha un bias impostato sulla quality e sullo stile growth, selezionando attivamente delle società sulla base di un’analisi finanziaria approfondita che valuta la qualità del posizionamento strategico e della solidità finanziaria. La costruzione del portafoglio è guidata dalla conviction dei gestori, senza alcun riferimento a un benchmark specifico, ma i rendimenti del fondo possono essere confrontati con quelli dell’Indice MSCI Europe. “Il nostro obiettivo è di rintracciare le aziende con un vantaggio competitivo, per la presenza di elevate barriere di ingresso nei business in cui operano e derivanti dall’innovazione e dall’adozione di tecnologie dirompenti che guidano una crescita strutturale”, sottolinea.

PROCESSO DI INVESTIMENTO

Nel processo di investimento assume grande centralità l’analisi ESG, che rappresenta il primo passo per delineare l’universo da cui selezionare le aziende tramite l’analisi finanziaria. Questo step iniziale è svolto dal team di ricerca responsabile interno di Mirova composto da 12 analisti. “Adottiamo una metodologia ESG proprietaria per identificare le aziende che sono provider di soluzioni per gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Il nostro sistema di ponderazione distingue le aziende ‘committed’, che contribuiscono molto favorevolmente agli SDGs, dalle aziende a rischio, che al contrario ne ostacolano il raggiungimento. Il nostro universo ESG è altamente selettivo: grazie alla nostra analisi sulla sostenibilità arriviamo ad escludere il 20-25% del benchmark di riferimento MSCI Europe. Inoltre vengono estromesse tutte le attività connesse al nucleare e ai combustibili fossili. In questo modo, partiamo da un universo investibile tematico di 300 aziende, in seguito grazie all’analisi finanziaria scendiamo a 100 titoli per arrivare alla fine del processo a un nucleo ristretto di 40-60 aziende”. Grande è anche l’attenzione riservata agli impatti positivi di natura extra finanziaria, con l’intero portafoglio che è allineato ad uno scenario di aumento della temperatura a 1,5°. Tra gli esempi di nomi su cui punta il fondo vi è Alfen, small cap olandese che opera nel settore delle reti di distribuzione di energia: “Siamo stati investitori sin dal momento dell’IPO nel 2018. L’azienda occupa un posto unico nella transizione energetica, con delle prospettive di crescita solide legate alle reti smart, allo stoccaggio energetico e al mercato per le ricariche delle auto elettriche”, conclude.