Dopo mesi di attese, proposte e rumors, lo scorso dicembre Amundi annunciava l’acquisizione di Pioneer Investments per 3,5 miliardi di euro con un obiettivo di triplice natura. In primo luogo, la volontà da parte dell'asset manager francese di rafforzare la propria leadership nei principali mercati europei; incrementare il suo ruolo centrale nelle reti di distribuzione retail e, infine, far crescere la propria base di clienti istituzionali. Si tratta tuttavia di un’operazione che, secondo Yves Perrier, ad di Amundi (in foto), non si perfilerà come un’acquisizione. “L’integrazione con Pioneer Investments non sarà da intendersi come un’acquisizione, bensì come una fusione. E per farlo abbiamo creato un comitato direttivo a posta che controllerà l’operazione”, rivela al Financial Times il numero uno di Amundi che non cela l’entusiasmo quando afferma: “Sono soddisfatto, le cose stanno andando un po’ più veloci di quanto mi aspettassi”.
Pioneer-Amundi, cosa bolle in pentola

Alexandre Guirkinger, Amundi. Foto ceduta
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