Sebbene si tratti di due strumenti diversi, l'obiettivo è comune: sostenere le PMI italiane. Nati nel 2012 i minibond sono emissioni da parte di società di capitale o cooperative aventi operatività propria (escludendo banche e assicurazioni) di importo massimo fino a 500 milioni di euro, non quotate su listini aperti agli investitori retail, con un focus particolare è dedicato alle emissioni sotto 50 milioni di euro. L’industria dei minibond ha confermato e rafforzato nel 2017 la crescita, proseguita nonostante il miglioramento delle condizioni di accesso al credito re- gistrate nell’ultimo biennio, confermando l’opzione del minibond quale fonte di finanziamento alternativa e complementare soprattutto in preparazione a successive operazioni sul mercato mobiliare. A fine 2017 i titoli quotati sull'ExtraMOT PRO di Borsa Italiana erano 201 per un controvalore nominale complessivo di oltre 10,5 miliard di euro, con l’interessante novità dell’apertura di un segmento del listino dedicato ai social bond e ai green bond.
PIR, nemici o alleati dei minibond?

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