Previdenza complementare: la riforma apre una nuova fase, ma per il settore la sfida resta la comunicazione

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Per avere una “cognizione della previdenza”, o meglio, della percezione dei lavoratori italiani in merito al proprio futuro pensionistico c’è un dato: il 71,4% è convinto che il reddito pensionistico sarà pari massimo al 60% dell’attuale reddito da lavoro. Un divario enorme e che si fa spia di una consapevolezza sulla necessità di un intervento deciso. Un altro dato indicativo, poi, è relativo all’età a cui i lavoratori sono convinti che andranno in pensione: soltanto il 9,3% si aspetta di ritirarsi prima dei 65 anni, il 34,4% tra i 65 e i 69 anni e il 56,3% a 70 anni. Una media attesa di 69 anni, insomma, che stride con l’età “auspicata” per la pensione: 60 anni. Questi dati, insieme ad altri numeri e percentuali esplicativi del rapporto degli italiani con la previdenza complementare fanno parte del 7° Rapporto Assogestioni-Censis presentato il 23 giugno a Roma nell’evento “Dare forma al futuro, costruire la fiducia”, organizzato da Assogestioni.

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