Tra i vantaggi competitivi dell’approccio di investimento di Quaestio, ritiene Prinoth, vi sono una capacità di adattamento e una flessibilità che difficilmente si trovano nei grandi operatori che, invece, contano sulle economie di scala e la standardizzazione. In Italia, e sul mercato istituzionale, la SGR ha un altro vantaggio: il fatto di giocare in casa, con modus operandi tipici del mercato italiano che non necessariamente si riscontrano in altri mercati europei.
La sfida principale è dovuta a un bias di vecchia data tipico del segmento istituzionale, target principale della SGR: “Vi sono alcuni player locali che hanno cercato di ottenere una posizione dominante offrendo prodotti e servizi a prezzi sin troppo bassi, quasi da dumping. Questo ha tagliato le gambe agli operatori esteri che sono abituati a una redditività più alta”, sostiene il CIO.
Come si muove Quaestio in un segmento con margini così compressi? Per rispondere, Prinoth ricorda un detto inglese: “If you pay peanuts, you get monkeys”. Vale a dire, chi paga noccioline ottiene scimmie. “Parliamo direttamente con gli istituzionali e cerchiamo di far capire loro che, per rispondere alle lore esigenze, la soluzione ‘minimo sforzo, minimo rendimento’ non è ottimale. Instauriamo con i clienti un rapporto continuativo volto al confronto. I nostri gestori, più che come gestori, agiscono come private banker al fianco degli investitori istituzionali”.
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