Private debt, andamento “riflessivo” della raccolta nella prima metà dell’anno (-24% sul 2021)

Differenze, colori, vasi
Foto Scott Webb (Unsplash)

La crisi che attraversa i mercati nel 2022 inizia a incrinare le aspettative anche nel campo degli investimenti alternativi. I dati sul mercato del private debt nel I semestre, presentati da AIFI in collaborazione con Deloitte, indicano un andamento “riflessivo” del settore, “presumibilmente influenzato dal peggiorare della congiuntura a causa della guerra in Ucraina accompagnata dalla crisi energetica e dall’orientamento restrittivo delle politiche monetarie seguite dalle principali banche centrali”. La raccolta totale, d’altronde, conferma una riduzione dell’entusiasmo, mettendo in luce una frenata del 24% rispetto allo stesso periodo 2021 (quando si erano raccolti 576 milioni di euro) a 440 milioni di euro. Occorre tuttavia ricordare che i primi sei mesi dello scorso anno avevano registrato il record di sempre, mentre la forbice si riduce se la raccolta 2022 è rapportata agli stessi periodi degli anni precedenti (219 milioni nel 2020 e 178 milioni nel 2019). “I risultati di questo primo semestre risentono delle crisi in corso dovute al perdurare della guerra, all’innalzamento dei costi energetici e dei tassi di interesse” dichiara Innocenzo Cipolletta, presidente AIFI, “La contrazione della raccolta comporterà una riduzione delle risorse da destinare al supporto delle iniziative di crescita imprenditoriale”.

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