La crisi che attraversa i mercati nel 2022 inizia a incrinare le aspettative anche nel campo degli investimenti alternativi. I dati sul mercato del private debt nel I semestre, presentati da AIFI in collaborazione con Deloitte, indicano un andamento “riflessivo” del settore, “presumibilmente influenzato dal peggiorare della congiuntura a causa della guerra in Ucraina accompagnata dalla crisi energetica e dall’orientamento restrittivo delle politiche monetarie seguite dalle principali banche centrali”. La raccolta totale, d’altronde, conferma una riduzione dell’entusiasmo, mettendo in luce una frenata del 24% rispetto allo stesso periodo 2021 (quando si erano raccolti 576 milioni di euro) a 440 milioni di euro. Occorre tuttavia ricordare che i primi sei mesi dello scorso anno avevano registrato il record di sempre, mentre la forbice si riduce se la raccolta 2022 è rapportata agli stessi periodi degli anni precedenti (219 milioni nel 2020 e 178 milioni nel 2019). “I risultati di questo primo semestre risentono delle crisi in corso dovute al perdurare della guerra, all’innalzamento dei costi energetici e dei tassi di interesse” dichiara Innocenzo Cipolletta, presidente AIFI, “La contrazione della raccolta comporterà una riduzione delle risorse da destinare al supporto delle iniziative di crescita imprenditoriale”.
Private debt, andamento “riflessivo” della raccolta nella prima metà dell’anno (-24% sul 2021)

Foto Scott Webb (Unsplash)
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