Private equity e cybersecurity, un attacco al portafoglio costa minimo 2,1 milioni e pesa sull'exit

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Può avvenire in fase di pre-investimento, a causa delle vulnerabilità dei sistemi aziendali, oppure più frequentemente durante tutto l'holding period, quando gli investimenti vanno alla creazione di valore e meno, in molti casi, alla cybersicurezza. Fatto sta che neanche i portafoglio dei fondi di private equity sono esenti da attacchi informatici, i quali, anzi, possono costare caro ai gestori.

Secondo il report globale di Kroll "Cyber Risk at Scale: Safeguarding Portfolio Value in Private Equity", basato sulle risposte di 325 executives di private equity da fondi globali con asset da 500 milioni di dollari a oltre 25 miliardi di dollari,il danno finanziario medio per incidente ammonta a 2,1 milioni di dollari (circa 1,9 milioni di euro), con una probabilità del 53% di superare i 500 mila dollari e del 13% di eccedere i 5 milioni di dollari.

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