Il Private Debt Fund Survey annuale elaborato da KPMG e ALFI mostra ancora una volta un mercato del debito privato dinamico in Lussemburgo, con una crescita annuale degli asset in gestione del 24,7% alla fine dell’anno. Si tratta della classe di attivi privati in più rapida espansione nella regione.
Per Julien Bieber, partner, Alternative Investments presso KPMG Lussemburgo, "il Paese continua a consolidare la propria posizione come centro europeo di riferimento per le strategie di credito alternativo".
Tipologia di veicolo più comune per il private debt
Il Reserved Alternative Investment Fund (RAIF) continua a essere il veicolo regolamentato preferito, con il 64% del mercato. Seguono i Specialized Investment Funds (SIF), con il 29%; i fondi di Parte II, con il 5%; e le Sociétés d’Investissement en Capital à Risque (SICAR), con il 2%.
Tra i veicoli soggetti a supervisione indiretta, le strutture Société en Commandite Spéciale (SCSp) dominano con l’80%, "apprezzate per la loro versatilità ed efficienza in termini di costi", spiega Bieber.
Secondo quanto rilevato dalla società di consulenza, i gestori stanno adattando sempre più i veicoli per allinearli a strategie d’investimento specifiche, modelli di distribuzione e profili di investitori.
La crescita dei fondi evergreen, delle strutture feeder, dei comparti di co-investimento e dei formati semiliquidi riflette un mercato sempre più modulare.

Un mercato istituzionale
Gli investitori istituzionali continuano a dominare il mercato, con una quota dell’82%. Detto ciò, la retailizzazione è una tendenza ormai evidente, osserva Bieber, spinta dall’innovazione normativa e dall’emergere di formati di fondi più accessibili. La maggior parte dei fondi rimane concentrata, con tra 1 e 25 investitori, il che suggerisce un’attenzione costante alle alleanze strategiche di capitale.
Questa retailizzazione del mercato si riflette anche nelle dimensioni dei fondi più comuni. In linea con le tendenze osservate negli ultimi anni, il 49% dei fondi di debito gestisce fino a 100 milioni di euro in asset. Un 28% è costituito da fondi di dimensione media, con un valore netto compreso tra 100 e 500 milioni di euro, in linea con quanto osservato l’anno precedente. Infine, i fondi di grandi dimensioni, con un patrimonio compreso tra 500 milioni e 5 miliardi di euro, rappresentano il 23%.

Quali sono le strategie predominanti
Dal punto di vista delle strategie di investimento, il direct lending continua a essere dominante (52%), ma il panorama si sta progressivamente diversificando, osserva KPMG. Strategie come mezzanine, distressed e venture debt stanno guadagnando terreno, insieme ai fondi di fondi e ai veicoli ibridi. Ciò riflette una tendenza più ampia verso l’investimento tematico, l’ottimizzazione del rendimento corretto per il rischio e la resilienza dei portafogli.
Sul piano geografico, il mercato del private debt in Lussemburgo mantiene un focus europeo. Sebbene il Nord America resti una regione chiave d’investimento (17%), l’Europa continua a dominare, con gli Stati membri dell’Unione Europea che rappresentano il 37% e il resto d’Europa il 26%. Altre aree comprendono le altre Americhe (6%), l’Asia (5%) e l’Africa (3%).
A livello settoriale, gli investimenti risultano ampiamente diversificati, con una presenza significativa nei chimici, tecnologie dell’informazione, telecomunicazioni, media e comunicazione (19%); sanità e scienze della vita (17%); energia e ambiente (16%); infrastrutture e trasporti (15%); e beni di consumo (13%).
Oltre al private debt, la convergenza tra credito privato e private equity, la crescita dei prodotti semiliquidi e il maggiore utilizzo del debito mezzanine nei CLO stanno ridefinendo i confini del mercato.



