Le tensioni geopolitiche stanno alimentando la volatilità e riducendo la visibilità sulle prospettive di crescita globale e sulle future mosse delle banche centrali. Con tutta probabilità nei prossimi mesi i mercati continueranno a reagire in modo sensibile al flusso di notizie e agli sviluppi geopolitici. Ma secondo Ingmar Przewlocka, head of Unconstrained Multi-Asset, Europe di Schroders, intervistato da FundsPeople a margine dell’ultimo Salone del Risparmio, il quadro macroeconomico resta comunque di rallentamento, non di recessione profonda. “Il nostro scenario centrale prevede una moderazione della crescita, sostenuta dalla resilienza dei mercati del lavoro e dalla tenuta del settore dei servizi. A ciò si aggiunge il contributo positivo di alcune economie emergenti e degli investimenti legati all’intelligenza artificiale, che continuano a sostenere il settore industriale”, analizza Przewlocka.
Sul fronte dell’inflazione, secondo l’esperto, il processo di normalizzazione prosegue ma resta incompleto, soprattutto nei servizi. Questo limita la capacità delle banche centrali di allentare rapidamente la politica monetaria. “In questo contesto, riteniamo che il mercato possa sottovalutare alcuni rischi: una nuova accelerazione dell’inflazione, in particolare tramite energia e alimentari, eventuali errori di politica monetaria, un’escalation geopolitica con impatti sulle catene di approvvigionamento, tensioni di liquidità nei mercati finanziari dopo anni di condizioni restrittive e, infine, il crescente tema della sostenibilità fiscale in molte economie sviluppate”, avverte il professionista.
Przewlocka (Schroders): "Inflazione, rischio nuova accelerazione: prudenza sui bond a lunga duration"

Ingmar Przewlocka, immagine concessa (Schroders)
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