Rallentamento Cina, quali prospettive secondo gli asset manager

Annie Spratt, Unsplash
Annie Spratt, Unsplash

I dati di crescita cinese certificano un rallentamento che si mantiene nei limiti individuati dagli analisti. Un risultato al +6,4% per l’ultimo trimestre 2018, a cui corrisponde un +6,6% nell’anno, il peggiore dal 1990. Una rivelazione a cui non segue una reazione scomposta sui mercati essendo l’economia cinese ormai avviata verso fondamentali meno distanti dai Paesi sviluppati rispetto al recente passato in termini di crescita. Da tenere sotto stretta osservazione invece gli sviluppi della guerra commerciale con gli Usa, sul fronte interno, e le misure di stimolo economico internamente. Sul fronte interno, infatti, la Cina affronta una pressione al ribasso che, sebbene attualmente non sia preoccupante per portata, Pechino è decisa a contrastare in vista di una nuova stabilità. Modalità e tempistiche dell’individuazione di questo punto di equilibrio saranno estremamente rilevanti per gli andamenti dell’economia globale, nonché per la performance di tutte quelle asset class maggiormente impattate dalla crescita o decrescita del Dragone.

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