Nonostante un primo trimestre dell’anno positivo per gli utili delle small e mid cap, l’attuale incertezza potrebbe avere un impatto negativo nel secondo trimestre dell’anno. I mercati azionari restano infatti divisi tra ottimismo sulla de-escalation delle tariffe statunitensi e dubbi sulle prossime mosse dell’Amministrazione Trump. Nonostante ciò, “le azioni italiane a media capitalizzazione continuino a offrire un valore interessante, anche grazie a un contesto politico interno relativamente stabile”, afferma Andrea Randone, head of mid small cap research di Intermonte SIM nel suo report mensile dedicato all’asset class.
La preferenza dell’esperto resta per i titoli di qualità, leader nei rispettivi settori, con valutazioni “giustificate da prospettive di crescita realistiche o supportate da una solida generazione di cassa”, precisa. Nel corso dell’ultimo mese, sino a metà maggio, il mercato azionario italiano ha registrato una crescita del 12,7% circa. L’indice FTSE Mid-Cap ha mostrato un andamento in linea con quello dei mercati generali, mentre le small cap hanno sottoperformato con un benchmark in crescita del 9,9%, sostanzialmente in linea con il 10,5% dell’indice europeo MSCI Europe Small Caps. Oggi, l’universo delle PMI italiane scambia su base P/E con un premio del 18% rispetto alle aziende a più grande capitalizzazione, “leggermente al di sotto del premio medio storico (20%) e del livello di un mese fa (21%)”, nota Randone.
Nei mesi a venire, l’attivazione del Fondo strategico nazionale, con un impegno iniziale di circa 700 milioni di euro (di cui il 51% da investitori privati e la parte restante dal fondo nazionale d’investimento, NSF), potrebbe fornire uno stimolo ulteriore per la crescita economica italiana e sostenere le valutazioni delle PMI quotate. Le aziende potrebbero crescere più di quanto inizialmente previsto, tanto che Intermonte ha rivisto al rialzo le stime degli EPS per le aziende a grande capitalizzazione del +1,4% e 2% per il 2025 e il 2026, rispettivamente. Per small e mid cap l’accelerazione potrebbe arrivare a partire dal 2026, quando si dispiegheranno gli effetti positivi del pacchetto; pertanto, Intermonte ha rivisto le stime sugli EPS del segmento al -0,4% per il 2025, e al +0,4% per il 2026.

