Regolamento ESG: cosa è applicabile già da ora e cosa lo sarà in futuro?

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Horia Varlan, Flickr, Creative Commons

Di fronte allo tsunami normativo che stiamo affrontando per quanto riguarda le normative ESG nell'Unione Europea, Candriam ha deciso di stilare dei documenti informativi per fornire agli investitori gli elementi essenziali per orienatarsi tra le molteplici regolamentazioni. In particolare, la casa di gestione ha cercato di far luce su come la prossima valanga normativa li influenzerà, evidenziando quali norme sono già in vigore e quali invece saranno applicate nel prossimo futuro. L'obiettivo è di capire cosa gli investitori devono fare d'ora in poi per prepararsi a questi cambiamenti. 

Una delle domande a cui il documento risponde è cosa è applicabile sin da ora e cosa lo sarà in seguito. "Non è una domanda facile, poiché la maggior parte delle normative prevede l'attuazione in diverse fasi, mentre altre non sono ancora state completate", riconoscono da Candriam. Per spiegarlo, hanno diviso le normative in tre gruppi principali: ciò che è applicabile ora, ciò che varrà nel 2021 e ciò che varrà nel 2022 e oltre.

Applicabile ora

La Tassonomia è stata approvata, il che significa che abbiamo tutti i criteri necessari per valutare le aziende. O meglio: di tutti i criteri per due dei sei obiettivi ambientali coperti dalla Tassonomia (mitigazione e adattamento del cambiamento climatico). Le case di gestione dovranno rendere nota la loro percentuale di investimenti dedicati ad attività qualificate ai sensi della tassonomia a partire dal 2022. Considerando l'ampiezza e la profondità del processo di selezione richiesto (70 settori industriali), tale analisi richiederà una grande quantità di dati, molti dei quali oggi non sono disponibili. Simulazioni e modelli saranno inizialmente utilizzati per compilare i dati mancanti, fino a quando le aziende inizieranno a pubblicare le informazioni richieste, che saranno obbligatorie nel 2022.

Per gli indicatori climatici di riferimento la situazione è più semplice: la normativa è stata approvata ed è applicabile dal luglio 2020, dopo la pubblicazione delle norme tecniche. Pertanto, qualsiasi indicatore di riferimento che rivendici impatti ambientali deve ora soddisfare i criteri definiti nel regolamento.

In relazione agli standard dei Green Bond, l'UE ha istituito un Gruppo di Esperti Tecnici che nel 2019 ha pubblicato una relazione che apre la strada all'attuazione del ("Green Bond Standards" – GBS) in una fase successiva.

L'entrata in vigore della direttiva SRD II varia da paese a paese in quanto la direttiva richiede il recepimento da parte di ogni parlamento nazionale. La Direttiva fissa inoltre la scadenza limite del settembre 2020 per l'attuazione. È già stato recepito in Belgio e in Francia ed è già applicabile in questi paesi.

Applicabile nel 2021

La normativa sulla divulgazione, almeno quella sopra menzionata, entrerà in vigore nel 2021. La maggior parte della SFDR sarà attuata nel marzo 2021 e gli obblighi di notifica periodica entreranno in vigore nel 2022. Per quanto riguarda la NFDR, le aziende dovranno iniziare a divulgare ulteriori informazioni nel 2022 o nel 2023, a seconda dell'oggetto della divulgazione.

Applicabile nel 2022 e in seguito

Anche se la Tassonomia è là per rimanere, le relative informazioni saranno obbligatorie nel 2022 e oltre per quattro dei sei obiettivi ambientali. Lo stesso ritardo sarà applicabile ai requisiti NFDR per queste dimensioni ambientali. Il periodo per sollecitare il marchio UE Ecolabel non dovrebbe aprirsi prima del 2022 o addirittura del 2023. Il suo ambito evolverà assieme alla Tassonomia, così come la sua capacità di attrarre investitori. Un recente studio pubblicato dall'UE ha dimostrato che se il marchio venisse lanciato oggi sulla base di criteri di qualificazione realistici e dei dati disponibili, solo tre delle decine di migliaia di fondi registrati nell'UE sarebbero qualificati per il marchio.