Oggi 1° luglio entrano in vigore le prime regole sulla previdenza complementare introdotte dalla Manovra di Bilancio 2026. Un primo nucleo normativo destinato a modificare equilibri e, si auspica, prestazioni future dei lavoratori di oggi, in particolare di quanti entrano a far parte del mercato del lavoro in questa data. Il governo ha operato un intervento in profondità sulle dinamiche della previdenza complementare, figlio di una presa di coscienza sociale, politica ed economica: in futuro il primo pilastro non sarà più sufficiente a garantire prestazioni sostenibili, ma non si può demandare al solo lavoratore la responsabilità della pensione futura. La legge di bilancio diventa dunque terreno di confronto, e in alcuni casi di scontro, tra gli stessi protagonisti del settore. Per i dettagli normativi si rimanda a un pezzo dedicato, mentre nel tentativo di fornire al lettore una visione il più pluralista possibile, FundsPeople ha scelto di interrogare le entità stesse coinvolte da questa riforma (oltre ai lavoratori), dai contributi ricevuti si è scelto di suddividere i commenti tra fondi pensione negoziali e fondi pensione aperti (in questo caso i contributi saranno pubblicati domani sul nostro sito web).
Riforma della previdenza complementare, per i fondi pensione negoziali è positiva (ma non risolutiva)

Luca Ruggeri, Umberto Pisanti, Andrea Mariani, Paolo Stefan
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