Risiko bancario, quali ricadute sulle SGR italiane

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Ryoji Iwata.(Unsplash)

Il consolidamento del settore bancario italiano, inaugurato dall’operazione della scorsa estate di Intesa Sanpaolo su UBI Banca, si arricchisce nel tempo di nuovi capitoli e arriva a interessare il risparmio gestito, da ultimo con i rumors intorno al futuro di Anima SGR.

UNICREDIT AL CENTRO DELLA SCENA

Al centro della scena si conferma Unicredit, meta ambita da parte del governo nella cessione delle attività di Banca Montepaschi spinta soprattutto dall’ingresso del nuovo amministratore delegato Andrea Orcel al posto del precedente Ceo Jean Pierre Mustier. Il Tesoro, è bene ricordarlo, detiene a oggi il 64,2% di Mps e in base agli accordi europei sottoscritti in occasione del salvataggio nel 2017, è tenuto a uscire dal capitale dell’istituto entro la fine dell’anno. Gli scenari ipotizzati per questa “uscita” sono diversi. Da ultimo, a fine maggio si è delineata l’ipotesi di break-up (spezzatino) capitanato da Unicredit, con la collaborazione di altri soggetti quali Mediocredito Centrale (Mcc), Banco Bpm e Bper Banca interessati a rilevare l’asset.

Altre due opzioni per la creazione di un polo bancario intorno a piazza Gae Aulenti riguardano poi proprio Banco Bpm e Bper, entrambe al centro delle cronache di settore negli ultimi mesi.

LE RICADUTE SUL RISPARMIO GESTITO, IL CASO ANIMA

Questi movimenti hanno interessato, come detto, anche le ipotesi sul futuro del risparmio gestito. In primis su quello di Anima SGR. In base all’aggiornamento a giugno 2020 il 19,4% di Anima è in mano a Banco Bpm, il 10,4% a Poste Italiane (che lo ha comprato da Mps a giugno 2015), la società detiene un 3% di azioni proprie mentre il resto è in mano al mercato.

Anima è però legata a doppio filo con Banca Mps, con cui detiene un accordo di distribuzione con scadenza a dicembre 2030. Se si dovesse concretizzare l’acquisizione di Montepaschi da parte di Unicredit nel perimetro di un polo bancario a cui potrebbe accedere anche Banco Bpm (da cui l’SGR milanese ha acquisito il 100% di Aletti Gestielle a fine 2017), Anima si troverebbe sul terreno di Amundi (che invece ha un accordo di distribuzione con Unicredit fino al 2026).

Interrogata sul punto, Anima ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Nelle ultime ore, tuttavia, lo scenario si è via via rafforzato. Secondo quanto riporta oggi MF che cita un’analisi di Mediobanca Securities, la creazione di un polo a tre (Unicredit-Mps-Bpm) potrebbe determinare l’ipotesi di un’Opa di questa nuova entità su Anima.

ARCA ALLA FINESTRA

La ricaduta del mondo bancario su quello delle SGR include anche altri protagonisti. E i movimenti in atto vanno a lambire anche un altro soggetto del risparmio gestito italiano: Arca SGR. Nelle scorse settimane, infatti, un ulteriore passo in avanti verso la creazione del “terzo polo bancario” ha iniziato a definirsi dopo che UnipolSai ha messo in saccoccia il 9% del capitale di Banca Popolare di Sondrio.

La presa di posizione di UnipolSai su Bps, rafforza anche l’ipotesi di un deal tra Sondrio e Bper, di cui Unipol, capogruppo di UnipolSai, è primo azionista con il 19% del capitale. Nel caso si dovesse concretizzare questo scenario, si rafforzerebbe anche l’unione sul fronte del risparmio gestito con Arca SGR di cui Bper detiene oltre il 57% e Bps quasi il 37%.

Interrogata su questo punto, anche Arca ha preferito non rilasciare commenti. Un eventuale ingresso di Bpm nel deal, sempre secondo Mediobanca, porterebbe in dote la possibilità di un’acquisizione di Arca SGR da parte di Anima. La partita è aperta.