Selezione investimenti: come bilanciare alfa, value e growth

Tavola rotonda equity. Foto Enrico Frascati per FundsPeople
Tavola rotonda equity. Foto Enrico Frascati per FundsPeople

Il processo di selezione tiene conto di una serie molto ampia di variabili, tra cui una due diligence sull’asset manager per analizzarne predilezione di stile e orientamento agli investimenti. La generazione di alfa è l'obiettivo principale per i gestori attivi. L'alfa, indicativo della performance di un portafoglio in confronto a un benchmark, è comunemente inteso come il ritorno su un investimento che non deriva dalle fluttuazioni generali del mercato, ma dall'abilità del gestore degli asset. Il confronto tra gli stili di investimento, in particolare tra value e growth, è altrettanto significativo. Negli Stati Uniti lo scorso anno la gestione growth ha prevalso su quella value, che ha risentito maggiormente delle politiche monetarie restrittive, dell'inflazione, dei limiti nell'accesso ai finanziamenti e delle preoccupazioni per una recessione globale. In Europa, la situazione è molto più sfumata. Il continente, che conta poche imprese all'avanguardia nel settore dell'IA e che ha subito impatti minori dall'inflazione rispetto agli Stati Uniti, ha saputo tutelare gli investimenti value grazie a un approccio difensivo. Nell'analisi e nella selezione di fondi azionari, qual è l'importanza attribuita alla generazione di alfa rispetto alla gestione del rischio? E in termini di stili di investimento, è ancora attuale l'opposizione tra value e growth? Se ne è discusso nella seconda parte della tavola rotonda dedicata all’equity globale.

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