Small cap globali: focus su vantaggi competitivi sostenibili per battere la volatilità

Scott Woods, notizia (Columbia Threadneedle Investments)
Scott Woods, immagine concessa (Columbia Threadneedle Investments)

Nell’attuale scenario di incertezza per i tassi più alti più a lungo, il rallentamento della crescita e le crisi geopolitiche in atto, il potenziale delle small cap globali di sovraperformare sul lungo temine le large cap rimane intatto. Lo afferma Scott Woods, portfolio manager del fondo con rating FundsPeople 2023 Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies, che pone l’accento su questa qualità ‘naturale’ che le small cap hanno dimostrato nel tempo e indipendentemente dal contesto di mercato. Motivo che rende il gestore fiducioso sulla capacità del fondo di generare rendimenti anche a fronte dell’odierno periodo di volatilità. Ma per investire in questo segmento di mercato così specifico, con un universo investibile molto ampio (nella selezione dei titoli, Woods attinge da un bacino di circa 6mila piccole aziende con una capitalizzazione di mercato tra 500 milioni e 10 miliardi di dollari) e composto da una miriade di società, ciascuna con una propria storia alle spalle e delle caratteristiche per certi versi uniche, è indispensabile essere dei gestori attivi. Secondo Woods, la gestione attiva è infatti la chiave per evitare i maggiori rischi del comparto rispetto alle aziende di più grande capitalizzazione, date l’inferiore liquidità e la minor disponibilità di informazioni che rende questo mercato meno efficiente. “Essendo un mercato meno efficiente, per un gestore attivo le possibilità di sovraperformare il proprio benchmark sono elevate. La copertura da parte degli analisti è bassa e molte aziende interessanti sono trascurate”, spiega Woods.

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