Smart food, anche la dieta entra nei portafogli

fonte: Unplash
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La tutela dell’ambiente e il tentativo di rallentare il surriscaldamento globale passano anche per l’alimentazione e così negli ultimi anni l’attenzione dei consumatori per il legame dieta – salute – sostenibilità è cresciuto esponenzialmente. C’è un modo per catturare questo trend anche negli investimenti? L’abbiamo chiesto ai nostri ospiti nella tavola rotonda virtuale di approfondimento sugli investimenti tematici.

“Crediamo di essere all’inizio di un cambio di paradigma nell’industria di produzione del cibo”, chiarisce subito Andrea Succo, deputy head of sales Italy di BNP Paribas AM. “Stanno cambiando le abitudini di consumo, specie quelle dei millennials – che rispetto alle generazioni precedenti sono più interessati alle origini e al contenuto nutritivo dei cibi e sono meno propensi a nutrirsi di carne. Cercano quindi fonti alternative di proteine”. Secondo uno studio di Boston Consulting il meat peak, cioè il momento della storia in cui si raggiungerà il livello massimo di consumo di carne, avverrà nel 2025 sia in Europa che negli Usa e da quel momento in poi si verificherà una decrescita della domanda di carne. Il World Economic Forum ritiene che nel 2050 solo metà della popolazione mondiale potrà nutrirsi con le stesse fonti di alimentazione di oggi. Lo conferma Succo: “Abbiamo una crescente domanda di fonti di nutrimento alternative e una tecnologia più sofisticata in grado di produrle”.

Anche il regolatore inizia ad interessarsi al tema, spiega poi Andrea Succo: “L’industria della produzione del cibo è oggi una delle cause della diminuzione della biodiversità ambientale, per far posto ai pascoli sono stati messi in atto importanti processi di deforestazione. Inoltre il 20% delle emissioni dei gas serra provengono dall’allevamento. Gli Stati sanno quindi che va ridotto l’allevamento tradizionale e implementata la ricerca di proteine alternative, che si fondino anche su innovazioni tecnologiche come quelle realizzate nel campo della genetica. I regolatori nazionali prevedono sovvenzioni per gli allevatori che reindirizzano le loro attività verso la produzione di fonti alternative di proteine”. Cosa significa tutto questo per gli investimenti? Risponde Succo: “C’e un’intera catena di produzione in cui l’elemento di sostenibilità, nel riutilizzo dei contenitori o nel riciclo degli scarti, è essenziale”. Le società che offrono una soluzione a questa emergenza sono quindi ottime occasioni di investimento. Conclude Succo: “Essendo poi il cibo un bene primario, ha un’esposizione a rischi di recessione o ciclicità molto bassa, una resilienza elevata”.

L’agrifood in portafoglio

Lo conferma Marco Vironda, portfolio manager del Team Multimanager di Azimut Investments: “L’investitore compra un tema perché è un driver prevedibile di ritorni futuri. L’agrifood è un mondo gigantesco che comprende il food, l’innovazione dei macchinari nel campo dell’agricoltura e del trattamento del suolo, l’acqua e la filiera di innovazione nel trattamento dei rifiuti. Ma anche il mondo della logistica, del packaging, della distribution, della certification”.

 Le previsioni di crescita della popolazione, l’aumento del ceto medio e l’incremento della spesa nei mercati emergenti sono fattori che fanno pensare che quello del food sia un trend che consoliderà sempre di più: “È dimostrato che quando c’è una crescita di reddito una delle prime voci di spesa che aumenta è quella del cibo. È quindi sicuramente un’opportunità di investimento ma anche una grossa sfida perché se da una parte la domanda di cibo è alta, dall’altra le risorse sono limitate. le aziende che sono in grado di fare da provider di soluzioni al gap tra domanda e offerta sono destinate a diventare structural winners”. Come inserire queste società in portafoglio allora? Risponde Vironda: “Questo macrotema può anche essere giocato mantenendo un forte accento ai multipli di valutazione e alle prospettive di crescita. Guardando ai temi che ad oggi godono delle più interessanti prospettive di crescita futura e di supporto da parte del regulator/organi sovranazionali, il macro universo agrifood presenta aziende con ROCE>WACC, forte generazione di cashflow, net debt contenuto e valutazioni di multiplo interessanti”.