“La prima cosa da verificare è il carattere strutturale del cambiamento. Se, infatti, vogliamo abbracciare un’impostazione di lungo o lunghissimo termine dobbiamo verificare che il tema non sia stagionale o legato a fattori ciclici come materie prime, tassi o inflazione. In secondo luogo il cambiamento deve essere significativo, ovvero deve portare ad una profonda ristrutturazione delle strategie e dei modelli di business. La transizione all’interno delle aziende inoltre deve essere guidata dagli investimenti di capitale e deve essere sostenibile sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello operativo: in questo momento sono visibili molti trend, alcuni favoriti anche da fattori regolamentari, ma a nostro avviso non tutti sono investibili. Per ciascun tema cerchiamo di valutare il potenziale di crescita, la profittabilità delle società più esposte ad esso e la presenza di vantaggi competitivi difendibili nel tempo. Posizionamento di mercato e consensus generale sono ulteriori fattori da tenere in considerazione per evitare il rischio di innamoramento verso temi con una forte narrazione connaturata. Infine, dopo aver valutato la purezza della strategia tematica prescelta occorre relazionare il tutto con la parte core di portafoglio in modo che l’alpha generato dal tema sia distintivo”. La profonda analisi a cura di Andrea Daffara, fund selector di Sella SGR, ha il merito di sintetizzare i punti salienti dell’approccio agli investimenti tematici, ambito che è sì complesso da affrontare ma che è considerato in modo unanime il migliore bacino per la ricerca di valore nel panorama attuale.
Tematici, come estrarre valore dai vincitori di domani

Foto: Funds People
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