La transizione energetica sta progressivamente passando dall’essere un tema di investimento a un elemento strutturale nella costruzione dei portafogli. Secondo BloombergNEF, la spesa globale per la transizione low-carbon ha superato i 1.700 miliardi di dollari nel 2025, mentre la crescente elettrificazione di trasporti, edifici e processi industriali sta ridefinendo la mappa dei consumi energetici. Parallelamente la volatilità dei prezzi dell’energia in Europa resta superiore ai livelli pre-2021 e il rischio geopolitico continua a incidere sulle catene di approvvigionamento. In questo contesto, l’energia non è più soltanto un comparto verticale, ma un fattore trasversale che incide su private equity, private credit, real estate e infrastrutture, imponendo nuove metriche di resilienza operativa, gestione dei consumi e stabilità dei flussi di cassa. Come integrare, quindi, il rischio energetico nei processi di investimento e nella valutazione delle aziende? È su questa trasformazione, da allocazione tematica a leva strutturale, che si è concentrata la terza e ultima parte della business breakfast di FundsPeople dedicata alla transizione energetica.
Transizione energetica: da tema a leva strutturale nei portafogli

Business breakfast transizione energetica. Foto Enrico Frascati per FSP
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