Transizione energetica e progresso tecnologico, tra sinergie e contraddizioni

FundsPeople Selector Roadshow Dublino. Foto di Jesus Cano
FundsPeople Selector Roadshow Dublino. Foto di Jesus Cano.

Le tecnologie a basse emissioni di carbonio, come le energie rinnovabili, i veicoli elettrici e il nucleare, raccoglieranno nel 2024 più di 2mila miliardi di dollari di investimenti: il doppio rispetto all’ammontare che verrà destinato invece a petrolio, gas e carbone. È quanto emerge dal World Energy Investment Report 2024 della International Energy Agency (IEA) , che conferma come gli investimenti globali nella transizione energetica continuino a crescere, nonostante le turbolenze geopolitiche e le incertezze su inflazione e andamento dei tassi. Senza progresso tecnologico, molte delle innovazioni che rendono possibile la transizione verso la green economy non sarebbero possibili. Eppure, diversi comparti hi-tech sono altamente energivori. Secondo stime McKinsey, ad esempio, una singola fabbrica di semiconduttori consuma in un anno quanto 50mila nuclei famigliari. Ma c’è un ampio margine di miglioramento, e lo stesso report evidenzia come sia possibile, con investimenti modesti, incrementare l’efficienza energetica e ridurre i consumi del 20-30%. La relazione tra progresso tecnologico e transizione energetica è stata al centro del dibattito tra i fund selector e gli asset manager riuniti in occasione della terza tappa internazionale del FundsPeople Selector Roadshow, organizzato da FundsPeople il 17 settembre a Dublino. Gli esperti hanno anche individuato le principali opportunità e i rischi che possono derivare per gli investitori da un processo che si articolerà nel lungo periodo, caratterizzando lo sviluppo economico dei decenni a venire.

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