La transizione energetica continua a muovere capitali su scala globale, ma con dinamiche profondamente diverse rispetto al passato. Secondo l’ultimo World Energy Investment Report dell’Agenzia internazionale dell’energia, gli investimenti nel sistema energetico hanno superato i 3.000 miliardi di dollari, con una quota crescente destinata a reti, storage ed elettrificazione. Allo stesso tempo, la crescita della domanda elettrica - stimata intorno al 4% annuo nei prossimi anni, anche per effetto dell’intelligenza artificiale e dei data center - sta spostando il baricentro dagli incentivi alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla resilienza delle infrastrutture. Nei private market questo cambio di paradigma si traduce in una maggiore attenzione alla qualità dei flussi di cassa, alla struttura contrattuale e alla capacità operativa dei gestori. È su questo passaggio, da una logica supply-driven a una sempre più demand-driven, che si è concentrato il confronto tra asset manager e fund selector nella business breakfast di FundsPeople dedicata all’energy transition.
Transizione energetica: nei private market ora conta la domanda

Business breakfast transizione energetica e private market. Foto Enrico Frascati per FSP
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