Transizioni energetica, gli asset manager possono giocare un ruolo fondamentale

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Annie Spratt, foto concessa (Unsplash)

Una transizione dispendiosa ma necessaria e inevitabile quella verso il Net Zero. Secondo uno studio di McKinsey di inizio anno, tra il 2021 e il 2050 sarebbero necessari circa 275 mila miliardi di dollari di spesa cumulativa per asset fisici, o circa 9,2 mila miliardi di dollari all'anno, per restare sotto la soglia di 1,5 gradi.

Un ruolo fondamentale in questo processo lo giocheranno gli asset manager internazionali. "Quello che è veramente cambiato in questi anni è la consapevolezza che tutti, opinione pubblica e addetti ai lavori, vogliamo un mondo più green" spiega Francesco Conte, gestore del JP Morgan Funds – Climate Change Solutions Fund. L'ingrediente che si è aggiunto a questa ricetta nelle ultime settimane è stata l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Questo accadimento ha fatto emergere prepotentemente un tema molto attuale ed estremamente correlato alla transizione di cui si parlava prima: l'indipendenza energetica dei Paesi quando si tratta di fonti energetiche quali gas e petrolio. Essendo l'Italia un Paese trasformatore ma non produttore, "le soluzioni fornite da aziende che si occupano di fonti rinnovabili diventano sempre più centrali e per attuare questo genere di innovazione c'è bisogno di capitali ed è qui che interveniamo noi grazie al nostro nuovo strumento" prosegue Conte in quest'intervista rilasciata a FundsPeople.

La spinta dell'intelligenza artificiale

Il fondo azionario, lanciato a inizio anno, è conforme all'articolo 9 del SFDR ed è esposto principalmente a settori industriali dislocati in Nord America, Europa e Medio Oriente. Lo strumento si avvale di ThemeBot, uno strumento proprietario di analisi del linguaggio naturale di J.P. Morgan Asset Management in grado esaminare circa 13 mila titoli azionari globali attraverso l’analisi rapida di decine di milioni di fonti di dati. "L’obiettivo di ThemeBot è quello di identificare le società che, a livello globale, sono attive nella lotta al cambiamento climatico, da quelle che stanno adattando i propri modelli di business tradizionali a quelle innovative che stanno muovendo i primi passi e sono impegnate nello sviluppo di tecnologie all’avanguardia per favorire la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio" prosegue il gestore.

Un portafoglio ad alta convinzione

Il portafoglio è composto da 50 aziende che, come spiega Conte, possono essere considerate come "dei gioielli, spesso leader di mercato che supportano i propri clienti a ridurre le emissioni di carbonio. Noi abbiamo deciso di investire proprio in queste aziende che individuano o mettono a disposizioni delle soluzioni favorendo la transizione" commenta. Dalla selezione non saranno escluse società a piccola e media capitalizzazione considerate importanti motori di cambiamento. Sarà poi il team di ricerca di J.P. Morgan Asset Management, composto da più di 90 analisti, a valutare i fondamentali delle società individuate da ThemeBot per costruire un portafoglio diversificato e ad alta convinzione. L'ultima parola poi spetta ai tre gestori, Conte infatti è affiancato da Yazann Romahi e Sara Bellenda, per selezionare le idee a più alta convinzione attingeranno alle indicazioni degli analisti di ricerca, nonché da informazioni e studi sui cambiamenti climatici e dall'esperienza del team di gestione della casa dedicato agli investimenti sostenibili, per costruire un portafoglio senza vincoli composto da società leader nelle soluzioni per contrastare il cambiamento climatico.