Trusteam Finance, capire (e investire) sui consumi post-Covid

Edoardo Alonzo Notizia
Edoardo Alonzo, responsabile Business Development Italia, Trusteam Finance

Che la pandemia abbia cambiato in maniera radicale bisogni, abitudini e modelli di consumo è un dato di fatto. Al di là delle evidenti considerazioni in materia di digitalizzazione e attenzione alla cura dell’ambiente domestico e della sicurezza sanitaria, è necessario andare in profondità per comprendere quali modifiche agli stili di vita siano destinate a rimanere e quali aziende siano meglio posizionate, o siano state in grado di posizionarsi rapidamente, sui più importanti trend in atto.

Il mondo post- Covid

Da più di 10 anni, Trusteam ha costruito una strategia di gestione specificamente incentrata su un criterio extra-finanziario: la soddisfazione del cliente. Il processo di investimento si basa sul concetto di Return on Customer (ROC) e parte dall’identificazione delle imprese con il più alto grado di soddisfazione dei clienti grazie alla ricerca proprietaria realizzata in collaborazione con Ipsos. Una serie di studi dedicati alla Soddisfazione Clienti in Europa, per la quale vengono coinvolti oltre 100.000 clienti in 15 settori di mercato diversi, suddivisi in 5 Paesi: Italia, Germania, Spagna, Francia e Regno Unito. La ricerca interna dell’asset manager include inoltre dati provenienti da ulteriori 40 provider.

L’approccio orientato alla soddisfazione del cliente, con integrazione dei criteri ESG, si unisce poi all’analisi finanziaria per la creazione di strumenti di investimento, che fa leva in particolare sullo strumento proprietario Company Watch che assegna ad ogni azienda un voto che permette di valutarne la qualità, determinando inoltre gli obiettivi di quotazione, sia in fase di acquisto che di vendita.

Le rilevazioni condotte nel corso della pandemia hanno messo in evidenza alcuni cambiamenti sostanziali nei consumi e saperli cogliere con immediatezza può essere estremamente importante in ottica di investimento. Chiusure e diminuzione per alcune fasce di popolazione della disponibilità economica ha portato ad una maggiore attenzione al prezzo dei prodotti, spingendo a provare nuovi brand. La disponibilità di acquisto online è stata un ulteriore aspetto fondamentale. Digitalizzazione e acquisti legati all’ambiente domestico completano il quadro dei comparti che hanno ottenuto maggiore spinta nella fase di picco della pandemia.

Sostenibilità

Un approccio selettivo che ha portato, inoltre, Trusteam Finance ad evitare di investire in molti dei settori più rischiosi dal punto di vista della sostenibilità. “Di fronte alle sfide della sostenibilità, il ruolo delle aziende non è neutrale. Possono agire per evitare di far del male, beneficiare le parti interessate o contribuire a soluzioni. Se non lo fanno, rischiano di avere un impatto negativo. Su alcune attività dove c’è un rischio elevato ma dove non abbiamo competenze specifiche, la nostra regola è semplice: ci asteniamo dall’investire. Ma quando conosciamo le aziende, possiamo aiutarle ad evolvere. Questo è ciò che chiamiamo impegno degli azionisti”, spiega Capucine Beslay, responsabile della Ricerca. Tutta la gamma dei 4 fondi commercializzati in Italia hanno il marchio SRI con il label dello Stato francese e Trusteam ha scelto di classificare questi 4 fondi ai sensi della nuova normativa europea SFDR. I fondi misti (Trusteam Optimum e Trusteam ROC Flex) rientrano nell’articolo 8, mentre gli azionari (Trusteam ROC e Trusteam ROC Europe) nell’articolo 9. “La nostra gamma disponibile sul mercato italiano è interamente SRI grazie al nostro processo di gestione orientato verso le aziende che pongono al centro della loro strategia i  clienti che per noi sono il vero impatto”, ha affermato Edoardo Alonzo, responsabile dello sviluppo del business italiano della casa di gestione fondata a Parigi nel 2000.