Una nuova asimmetria informativa è alle porte?

Foto: Giorgio Fata
Foto: Giorgio Fata

Una quantità enorme e sempre crescente di dati è oggi immediatamente disponibile a chiunque. Informazioni un tempo difficili da reperire sono fruibili in tempo reale e le metriche si specializzano sempre più sulla ricerca di dati utili in specifici ambiti economici. Tradurre in pratica questo epocale cambiamento non è semplice ma potrebbe rappresentare l’evoluzione futura del mondo degli investimenti. “Vent’anni fa”, afferma Alessandro Beber, membro del Global Equity Research team - Systematic Active Equity business di BlackRock, “l’investitore fondamentale che aveva un rapporto privilegiato con il management di una società o aveva capacità molto elevate di analisi delle informazioni costruiva su questo il vantaggio competitivo”. “Oggi”, fa rilevare, “l’informazione è la stessa per tutti ed è quindi necessario combinare creatività e sistematicità per trovare soluzioni innovative che sfruttino la tecnologia e siano in grado di rispondere con nuove modalità alle domande fondamentali dell’investitore azionario.” “L’asimmetria”, sottolinea Teodor Naoumov, Responsabile del Team Quantitative di Pramerica SGR, interrogandosi sulla natura del cambiamento in atto, “non è più informativa ma interpretazionale, nel senso che tutti hanno accesso alle stesse informazioni, ciò che cambia è la capacità di analizzarle”. “Esiste anche un’asimmetria computazionale”, aggiunge, “poiché non tutti hanno infrastrutture adatte a processare la mole di dati attualmente disponibili”. Ciò che risulta difficile è proprio l’unione di tutti gli aspetti, tanto umani quanto tecnologici, coinvolti nella rivoluzione portata dall’ambito definibile come Big Data.

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