L’intuizione è arrivata ben vent’anni fa: costruire da zero una società che si occupasse esclusivamente di finanza etica. O meglio di fondi socialmente responsabili. Un azzardo per un mercato che, all’epoca, non sapeva nemmeno cosa fossero i criteri ESG. “All’epoca bastava dire ‘non investo nelle armi o nel petrolio’. Già questo ti differenziava enormemente dal mercato. Oggi siamo diventati tutti molto più professionali”, dice subito Ugo Biggeri, presidente Etica Sgr. La società, che quest’anno celebra il suo ventesimo compleanno, ha appena annunciato di aver superato la soglia dei 5 miliardi di euro di masse in gestione. Un importante traguardo che porta la prima e ancora unica Sgr italiana interamente dedita alla finanza etica ad entrare a far parte del novero dei “gestori significativi”, secondo la definizione contenuta nel regolamento di Bankitalia.
Vent'anni di Etica SGR: l'idea di finanza sostenibile (quando non c'era)

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