Warburton (SSGA): “Ci aspettiamo una svolta all’interno dei mercati verso i fondamentali”

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Toby Warburton. Firma: ceduta (SSGA)

Continua la ripresa globale grazie alle campagne di vaccinazione ma con un nuovo timore: il ritorno dell’inflazione. Un fattore di rischio che è già stato avvertito negli scorsi mesi con un aumento dei rendimenti obbligazionari e che potrebbe avere impatti anche sul versante azionario, comparto in cui investe il fondo State Street Global ESG Screened Defensive Equity, con Marchio FundsPeople e rating (C) Consistente, gestito da Toby Warburton. “Si tratta di un processo normale e del tutto atteso, non necessariamente negativo per i mercati azionari, in quanto i benefici della crescita economica che si riflette sugli utili aziendali compensano gli effetti dell’aumento dei tassi di interesse e dei costi di finanziamento per le aziende”, spiega l’esperto.

Ma in un contesto di questo tipo una certa dose di cautela per Warburton rimane d’obbligo. E ciò si riflette nel processo di investimento del fondo, che punta ad evitare un’eccessiva esposizione alle oscillazioni dei tassi: “utilizziamo un insieme diversificato di input per selezionare i titoli, fattore che tiene monitorata l’esposizione dei nostri portafogli alla sensibilità ai tassi d’interesse e ad altri fattori macroeconomici. Inoltre ci concentriamo maggiormente sulla selezione dei titoli bottom-up”, afferma il gestore di State Street Global Advisors.

Il rischio maggiore per gli investitori che non hanno portafogli sufficientemente difensivi potrebbe essere rappresentato dal riaffiorare dei fondamentali come driver di rendimento e da una normalizzazione della propensione al rischio, lontano dalle aree di mercato caratterizzate da maggiore volatilità”, dichiara.

Working from home vs riaperture

I titoli growth appartenenti al settore tecnologico hanno dominato i mercati azionari e questa sovraperformance è cresciuta negli ultimi anni. Le valutazioni di questi titoli erano già supportate dal contesto di bassi tassi d’interesse, dalla politica monetaria estremamente accomodante, dalle agevolazioni fiscali negli Stati Uniti e da un contesto regolamentare indulgente anche prima della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. E successivamente hanno beneficiato dagli effetti del lockdown e delle restrizioni, fattori che non hanno fatto altro che mandare alle stelle le performance di questi titoli. “Questo fenomeno ha creato un’enorme dislocazione all’interno dei mercati azionari, poiché le dispersioni tra i vincitori e i vinti nate in questo contesto sono diventate esagerate, come è successo durante la bolla tecnologica di fine anni ‘90. Ma questo mix specifico di circostanze che ha generato valutazioni estremamente elevate è irrevocabilmente cambiato per via delle campagne vaccinali, della nuova amministrazione negli Stati Uniti e della riapertura delle economie”, analizza Warburton. E nel nuovo scenario di passaggio da un ambiente di working from home alle riaperture potrebbe venir meno il supporto per quei titoli growth costosi sprovvisti di fondamentali solidi. Ragion per cui il gestore preferisce i settori a crescita secolare, come la tecnologia hardware e le apparecchiature per il settore healthcare, “dove i titoli di qualità elevata con profili di crescita sostenibile nel lungo termine possono essere scambiati con un significativo sconto rispetto ai loro competitor più noti”, spiega.

Cambiamenti in portafoglio

“Per molto tempo siamo stati molto diffidenti nei confronti delle performance dei titoli growth più costosi e famosi e ci aspettiamo una svolta all’interno dei mercati verso i fondamentali, verso una valutazione del prezzo oltre che della crescita e una rivalutazione del rischio oltre che del potenziale di rendimento”, afferma. “La rotazione dell’attenzione del mercato dai vincitori dell’ultimo periodo verso i vinti, avviata in novembre, ha iniziato ad estendersi, passando dai titoli più rischiosi a quelli di qualità superiore, allineandosi con gli investimenti che preferiamo”, sostiene Warburton.

E a partire fa questa analisi, sono state aumentate le esposizioni alle banche di qualità superiore e a dei titoli finanziari diversificati, mentre è stata ridotto l’esposizione ad alcuni titoli nel settore dei beni di prima necessità, “dove le valutazioni sembrano troppo elevate, man mano che il sentiment degli investitori si orienta verso le società che beneficiano della ripresa economica e degli utili”, sostiene. È stata anche ridotta l’esposizione a software e servizi a favore di nomi della tecnologia hardware.

Screening ESG

Il fondo beneficia di un processo di screening ESG con l’esclusione delle aziende che violano il Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC), i produttori di armi controverse e i titoli identificati dallo Swedish Ethical Council. Il team di gestione ha ulteriormente integrato le considerazioni ESG nel processo d’investimento attraverso la misurazione dei rischi di sostenibilità, l’asset stewardship e l’integrazione diretta delle metriche ESG nella valutazione dei rendimenti azionari attesi. “In qualità di gestori attivi, riteniamo che una view diversificata sul trattamento dei principali rischi e opportunità ESG da parte di tutte le aziende offra indicazioni sulla qualità del management e dell’azienda stessa, fattori che possono rappresentare un driver di sovraperformance e di volatilità dei rendimenti azionari relativi su orizzonti d’investimento di medio e lungo periodo”, conclude il gestore.