Incertezza nel breve periodo per i dazi dell’amministrazione Trump, ma fiducia sulle prospettive a lungo termine dei titoli azionari indiani. È questa la view di Murali Yerram, senior portfolio manager di Franklin Templeton. “I dazi statunitensi potrebbero indebolire le esportazioni di beni e servizi, causando al contempo una certa pressione secondaria sull'economia interna, ma riteniamo che i fondamentali di crescita resilienti dell'India dovrebbero contribuire a mitigarne l'impatto”, avverte l’esperto intervistato da FundsPeople. “In particolare, la crescita dell'India è trainata soprattutto dai consumi interni; le esportazioni statunitensi rappresentano solo il 2% circa del PIL indiano”, afferma. Secondo l’analisi di Yerram, non solo l’India potrebbe dimostrarsi relativamente immune ai dazi, ma potrebbe anche beneficiare delle tariffe aggressive imposte dagli Stati Uniti, attualmente rivolte principalmente alla Cina. “Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina potrebbero portare a uno spostamento dei capitali e della catena di approvvigionamento dalla Cina all'India. A medio termine, l'India dovrebbe essere uno dei primi Paesi a concludere un accordo commerciale con gli Stati Uniti, eliminando così un ostacolo fondamentale. A lungo termine, riteniamo che gli Stati Uniti, il Regno Unito e l'Unione Europea siano tutti desiderosi di incrementare gli scambi con l'India, il che potrebbe portare a politiche commerciali favorevoli per il Paese”, osserva.
Yerram (Franklin Templeton): "Consumi, digitalizzazione e investimenti in infrastrutture sono venti strutturali a favore dell'India"

Murali Yerram, immagine concessa (Franklin Templeton)
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