Zanieri Maccioni (Aquila Capital): “Elevato commitment sugli asset reali sostenibili in Italia”

Juri Zanieri Maccioni News
Juri Zanieri Maccioni, immagine concessa (Aquila Capital)

Una competenza altamente specializzata negli asset reali sostenibili e modello di business unico, che combina le expertise di asset manager e di piattaforma di sviluppo di progetti industriali negli ambiti chiave della transizione energetica: energie pulite, efficienza energetica, logistica green e data center. Sono questi gli elementi caratterizzanti Aquila Group, che vanta un track record di oltre vent’anni nei mercati privati e negli investimenti sostenibili. Gestisce 15 miliardi di euro di asset e nonostante il contesto di mercato complesso ha chiuso il 2023 in crescita rispetto all’esercizio precedente. Attualmente opera in 18 Paesi mondiali con 19 sedi e casa madre ad Amburgo. Aquila Capital è una partecipazione di Aquila Group, e opera in qualità di società di gestione di fondi di investimento alternativi (GEFIA). Recentemente, Commerzbank ha acquisito una quota di maggioranza in Aquila Capital, che continua a mantenere un’ampia indipendenza e che grazie alla cooperazione con la banca tedesca punta ad ampliare ulteriormente il proprio bacino di investitori, rafforzando il proprio posizionamento di gestore patrimoniale leader in Europa.

Impegno di lungo termine sull’Italia

A partire dal forte commitment con la sostenibilità, la maggioranza della gamma di strumenti alternativi di Aquila Capital è composta da fondi articolo 8 e 9, secondo il Regolamento SFDR. Dal 2022 è presente con un proprio ufficio a Milano, con un team specializzato di oltre 20 professionisti. A guidare lo sviluppo nel mercato italiano vi è Juri Zanieri Maccioni che ricopre il ruolo di Manager Client Advisory per l’attività di Aquila Capital Italia. I suoi obiettivi sono di rafforzare la presenza della società nel mercato locale, consolidando lo sviluppo nel segmento degli investitori istituzionali e aprendosi alle nuove opportunità del marcato retail e delle fasce di giovani investitori, cavalcando il trend nascente della democratizzazione dei private markets. “Gestendo asset reali, per noi è fondamentale la prossimità agli asset investiti. Non siamo gestori che operano ‘da remoto’. Crescendo in Europa e nella regione Asia-Pacifico, la necessità per un gruppo come il nostro che opera sia come fondo di investimento che come società di sviluppo industriale è stata proprio di sviluppare una presenza capillare nei mercati in cui operiamo. Seguendo questa logica abbiamo deciso di aprire due anni fa una sede a Milano”, spiega Zanieri Maccioni intervistato da FundsPeople.

Il nostro impegno di investitori di lungo termine sull’Italia è molto forte. I traguardi maggiori sono stati raggiunti negli nell’agrivoltaico, nell’ambito dei BESS (Battery energy storage system) e nella logistica, con lo sviluppo circa un anno e mezzo fa in Piemonte del Tortona Green Logistics Park, un polo logistico di 395 mila metri quadri, caratterizzato da una forte componente di sostenibilità. Guardando altrove, in Sicilia, Aquila Clean Energy ha stanziato oltre mezzo miliardo di euro per la costruzione di sette impianti agrifotovoltaici e di un impianto fotovoltaico nei territori delle province di Palermo, Trapani, Catania e Enna, per una capacità complessiva di 570 MW a pieno regime. Ora stiamo guardando al business dei data center lungo tutta la penisola. E nelle energie pulite abbiamo una pipeline di progetti italiani per una potenza totale di circa 4 Gigawatt”, spiega Zanieri Maccioni.

“Per definizione, i real asset sono asset tangibili con una vita utile che supera i 30-40 anni. Il punto di partenza per investire in questo comparto è l’orizzonte di lungo termine, frutto di una visione decennale. Come gruppo, abbiamo iniziato a investire in rinnovabili nel 2012. Siamo cresciuti moltissimo e attualmente l’80% dei nostri AUM è in questo campo. Per diversificare abbiamo identificato nuovi trend: la logistica che beneficia dell’avanzamento dell’e-commerce, del trasporto ‘last mile’ e della deglobalizzazione in atto con il reshoring delle filiere di produzione. Mentre la digitalizzazione dell’economia e l’incremento dei servizi in cloud e dell’intelligenza artificiale supportano lo sviluppo dei data center. Le nuove infrastrutture digitali hanno sempre più bisogno di forniture di energia da fonti rinnovabili per mitigare gli impatti ambientali”, dice l’esperto.

DNA sostenibile

Siamo dei deal creator, non dei deal chaser”, afferma il manager mettendo in luce uno dei punti di forza di Aquila Capital. “Diversamente dalla maggior parte dei gestori alternativi che gestiscono degli asset sviluppati da terzi, con delle conseguenti problematicità nel trovare i deal più interessanti e nell’allocare le risorse finanziarie, in quanto sviluppatori concreti di asset disponiamo di una competenza interna integrata verticalmente, che parte dallo sviluppo di un progetto sino alla gestione dell’asset. Questo rapporto sinergico tra il gestore di fondi e le piattaforme di sviluppo industriale ci dà il vantaggio di individuare sul nascere i trend più interessanti del mercato”, afferma Zanieri Maccioni. “Ad esempio, nel Sud Europa puntiamo molto sul settore della logistica per una carenza di asset disponibili e per l’esigenza di modernizzare il parco di quelli esistenti che hanno standard ormai sorpassati. Con lo stesso modus operandi ci stiamo posizionando sui data center. Le competenze che maturiamo in un determinato settore possono essere traslate in un nuovo mercato. In altre parole: stiamo replicando il nostro approccio che abbiamo adottato da più di 10 dieci anni sul fronte delle rinnovabili anche nell’ambito data center: tendiamo a diventare leader in un segmento, per poi espanderci in nuovi ambiti dove rintracciamo un potenziale di crescita. E ancora: non gestiamo esclusivamente asset sviluppati da noi ed è anche per questo che, quando si tratta di acquisire asset di terzi, lo facciamo con un’analisi molto più critica che deriva dalla nostra esperienza”, dice Zanieri Maccioni. 

Ma questa traiettoria di sviluppo in nuovi mercati avviene seguendo un filo conduttore preciso che costituisce da sempre il DNA Aquila Group: la sostenibilità. “Aquila Capital è stato tra i primi gestori a sviluppare delle capacità interne di analisi e di ricerca sulla sostenibilità quando questo tema ora diventato mainstream era ancora poco conosciuto tra i player dell’industria. Per Aquila Group la sostenibilità è un impegno duraturo al di là delle mode del momento. Lo dimostra l’impegno in tutti gli aspetti legati alla sostenibilità nello sviluppo di un progetto. Un fattore per noi imprescindibile, a riprova che non intendiamo operare sui territori con una logica di investitori mordi e fuggi, è il dialogo con le comunità locali nella realizzazione dei nostri progetti. L’attenzione alle esigenze particolari dei luoghi in cui investiamo è un aspetto fondante della nostra filosofia, laddove il valore è misurato su un orizzonte di lungo periodo con l’obiettivo di includere il benessere di tutti gli stakeholder, con l’obiettivo di creare delle ricadute positive anche sul versante occupazionale nelle realtà locali. Questo approccio olistico alla sostenibilità e la capacità di coniugare gli impatti positivi dal punto di vista ambientale e sociale al ritorno finanziario ci contraddistinguono come gruppo”, spiega Zanieri Maccioni. 

Democratizzazione private asset

“Ci rivolgiamo maggiormente ai grandi investitori istituzionali, fino a coprire quelli di medie dimensioni e i family office. Ora stiano puntando anche al mondo retail, all’interno di una cornice più ampia definita di democratizzazione dei mercati privati”, spiega Zanieri Maccioni. “Già oggi negli Stati Uniti la quota media di esposizione ai mercati privati e ai fondi alternativi nei portafogli è di circa il 20 per cento. In Italia, prendendo come riferimento i soli portafogli istituzionali, l’esposizione media è inferiore al 2 per cento. Guardando agli USA si può dunque intuire che la quota di mercato dei mercati privati in Italia non può che aumentare”, dice il manager. “Inoltre, prevediamo nuova crescita grazie alla nuova normativa sugli Eltif 2.0, un potente veicolo che permette appunto di ampliare al segmento retail il bacino di potenziali utenti dei mercati illiquidi”, conclude.

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