Allier (Carmignac): “Focus sulla gestione attiva della duration per navigare le opportunità del reddito fisso”

Marie-Anne Allier Notizia
Marie-Anne Allier, gestore, Carmignac (immagine concessa)

Da gennaio Marie-Anne Allier, entrata in Carmignac nel 2019, è il gestore unico del Carmignac Sécurité, storico fondo obbligazionario della casa di gestione francese, molto popolare tra gli investitori italiani. Un interesse confermato dal Marchio FundsPeople 2021, che il prodotto ha ottenuto con il rating Blockbuster (B). “Sono lieta di avere la possibilità di portare avanti la mission del fondo: offrire una performance costante nel lungo termine”, commenta Allier, che ha preso il timone del Sécurité nel difficile contesto di mercato di rendimenti negativi e timori legati al ritorno dell’inflazione. Ma il gestore esprime fiducia nella strategia alla base del fondo: “Siamo convinti che una strategia opportunistica e flessibile a bassa duration (da -3 a +4), con una gestione disciplinata del rischio, sia fondamentale per sovraperformare e proteggere il potere d’acquisto degli asset dei nostri clienti”, afferma.

VIEW DI MERCATO

La ripresa si sta manifestando in modo disomogeneo nelle diverse aree del mondo: se i dati economici degli Stati Uniti appaiono più convincenti, in Europa vi è una maggiore incertezza per la lentezza nella distribuzione dei vaccini. Un altro tema molto sentito dagli operatori di mercato è il ritorno dell’inflazione, che si è già fatto sentire nelle ultime settimane con dei movimenti al rialzo sui rendimenti dei titoli di stato. “L’economia statunitense sta ottenendo risultati particolarmente positivi e si stima che l’introduzione del nuovo pacchetto di stimoli da 1,9 miliardi di dollari, insieme al rientro a una normale mobilità nel corso di quest’anno, porterà a una crescita del PIL reale di oltre il 6% nel 2021”, analizza Allier. “In Europa rimaniamo cauti sulla tendenza reflazionistica per la campagna vaccinale che procede a un ritmo più lento rispetto agli Stati Uniti e al resto del mondo”, analizza. Secondo il gestore questo scenario di crescita più robusta negli USA rispetto all’Europa metterà più pressione sui Treasury americani rispetto ai Bund. In aggiunta, il contesto di reflazione generalizzata “richiederà una gestione attiva della duration, soprattutto considerando che i bassi livelli degli attuali tassi d’interesse offrono una protezione molto limitata”, spiega.

POSIZIONAMENTO STRATEGICO DEL FONDO

Il fondo attualmente ha una duration di circa 1,5, derivante principalmente dalla componente relativa al credito, mentre le posizioni short sui Titoli di stato dei Paesi core compensano le esposizioni long sulle obbligazioni non core. “Le banche centrali continueranno ad ampliare i loro bilanci. Prevediamo quindi che il nostro portafoglio sarà caratterizzato da una duration piuttosto breve e composto principalmente da scadenze di breve e medio termine”, afferma Allier. Per quanto riguarda l’esposizione al debito sovrano, il fondo privilegia posizioni short nei tassi core nel Regno Unito e negli Stati Uniti, dove le pressioni inflazionistiche sono più marcate. Il fondo mantiene un’esposizione diversificata al debito non core che secondo la view del gestore dovrebbe beneficiare delle politiche accomodanti della BCE. Da un lato con esposizioni dotate di copertura del rischio duration in Italia e Portogallo e dall’altro con un’esposizione direzionale a Grecia e Romania. Infine sul versante del credito, le opportunità sono individuate in tre ambiti: emittenti che dovrebbero trarre beneficio dalla riapertura delle economie, esposizione al settore dell’energia e una selezione di emissioni nel debito finanziario subordinato.

ULTIME MODIFICHE IN PORTAFOGLIO

La recente impennata nei rendimenti ha spinto il gestore ad apportare alcune modifiche in portafoglio. “Abbiamo iniziato un’attività di profit taking sulle nostre posizioni short nei Paesi con tassi reali estremamente negativi (Norvegia, Polonia e Repubblica Ceca). Inoltre, abbiamo anche implementato una posizione short nel Regno Unito, dove i progressi della campagna vaccinale e una serie di dati economici positivi potrebbero portare a una normalizzazione monetaria prima di quanto anticipato dai mercati”, sottolinea. Infine, in seguito al rally innescato dalla nomina di Mario Draghi nel ruolo di premier, l’esposizione ai titoli italiani è stata ridotta, “dal momento che il Paese ora si comporta più come un prodotto legato ai tassi di interesse che allo spread”, conclude.