Obbligazioni societarie, titoli sovrani, convertibili, subordinati, investment grade, high yield, di mercati sviluppati, di mercati emergenti, in valuta forte, in valuta locale, accordi commerciali, loans, nazionali, sovranazionali, a breve, medio o lungo termine, perpetui... è un universo quasi infinito di strumenti finanziari che rende quella obbligazionaria una classe complessa e tecnicamente impegnativa, ma anche piena di opportunità. E il contesto economico e finanziario globale, di opportunità, ne richiede. Negli Stati Uniti la curva dei rendimenti mostra un accento appiattito, un comportamento caratteristico della fine di un ciclo. Mentre il rendimento dei titoli sovrani a 10 anni non supera in maniera significativa la barriera del 3%, i rendimenti a breve termine si avvicinano e ricompensano i nuovi investitori con un orizzonte di investimento più breve. In Europa, d'altra parte, la pendenza è ancora regolare, ma più di un terzo delle obbligazioni sovrane europee sono ancora scambiate a un rendimento negativo, e una parte significativa di queste curve di rendimento non compensa, alla lunga, l'investitore che cerca di guadagnare in termini reali. Lo stesso vale per il Giappone.
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