Amundi: venti a favore per i mercati, ma necessario ricalibrare alcune posizioni. Come farlo con gli ETF

Portelli, Sagone, Pisani Notizia
Da sinistra a destra: Lorenzo Portelli (Amundi), Vincenzo Sagone (Amundi SGR), Ilaria Pisani (Amundi SGR). Immagine concessa

Il 2021 è iniziato in continuità con quanto accaduto nello scorso anno sul mercato europeo degli ETF. Flussi consistenti concentrati in particolare su prodotti con integrazione dei criteri di sostenibilità sono certificati dall’analisi di Amundi sugli ultimi due mesi.

“Dei 31 miliardi di euro raccolti tra l’inizio gennaio e la fine di febbraio del 2021, il 68%, pari a 21 miliardi, è rappresentato da prodotti sostenibili. La selezione in ambito ESG riguarda non solo le strategie equity con inflows pari a 13,9 miliardi, ma anche quelle fixed income con flussi positivi pari a 7 miliardi””, illustra Ilaria Pisani, head of ETF, Indexing & Smart Beta Asset Management & Institutional clients di Amundi SGR.

Tendenze che sono destinate a proseguire secondo gli esperti della casa di gestione. “La sostenibilità è un tema secolare”, afferma Vincenzo Sagone, head of ETF, Indexing & Smart Beta business unit di Amundi SGR, rivelando come l’80% delle nuove masse year-to-date della società su ETF sia rappresentata proprio da strategie con integrazione dei fattori di sostenibilità tra cui spiccano tre ETF Amundi esposti rispettivamente agli indici MSCI USA SRI filtered ex fossil fuel, MSCI USA ESG Leaders Select e MSCI Emerging ESG Leaders.

L’economia riparte

Tre prodotti che danno anche un’indicazione sulle preferenze di esposizione degli investitori in termini di asset class e aree geografiche. Preferenze nel complesso in linea con la view di mercato della casa di gestione, esposta nel corso dell’evento da Lorenzo Portelli, Head of Cross Asset Research e Deputy Head of  Research for Amundi Italy

Con però alcune specifiche molto importanti, se non decisive per l’andamento dei mercati e la costruzione dell’asset allocation per l’anno in corso.

“Dobbiamo tornare agli anni ‘80 per trovare numeri relativi alla crescita USA simili a quelli che ci attendiamo nel 2021”, afferma Portelli guardando alle previsioni di crescita a livello globale. “Anche i mercati emergenti faranno bene”, prosegue, “trainati da quei Paesi più rappresentativi in termini di Prodotto interno lordo”. Per la Cina il dato di crescita per il 2021 è atteso all’8,9%, mentre per l’India al 9,6%, secondo le stime della ricerca di Amundi. Un predominio dell’Asia che, sottolinea l’head of Cross Asset Research della società, trainerà anche l’economia Giapponese.

Il Paese del Sol Levante non è però interessante però solo dal punto di vista della ripresa dell’economia ma anche in relazione ad uno dei fattori macroeconomici da monitorare con maggiore attenzione nei prossimi mesi in ottica di posizionamento complessivo, ovvero l’inflazione.

Macroeconomia

“I tre aspetti top-down su cui è necessario concentrare ora l’attenzione sono i livelli di crescita, i tassi e l’inflazione”, inizia la sua analisi l’esperto, facendo notare come sia in atto un cambiamento che renderà necessario ruotare, seppur in maniera parziale, i portafogli per fare in modo di continuare a sfruttare la spinta dei mercati. “Questi fattori si muovono in modo sincrono e oggi, date le aspettative di crescita, dobbiamo iniziare a pensare agli effetti su tassi e inflazione”. Il movimento secondo Portelli ci sarà, ma sarà di natura moderata e soprattutto gestibile da parte dei policy makers, in primis dalla Federal Reserve.

“Sarà la Fed a decidere in che misura i tassi seguiranno la crescita ed anche il movimento dell’inflazione avverrà ma in misura lieve e controllabile”, spiega.

Non è dunque il momento di ammainare le vele secondo Portelli, ma di rinnovarne direzione e tipologia. Sull’azionario Amundi guarda con favore al beta legato alla ripresa economica con preferenza, come anticipato, per Stati Uniti, mercati emergenti e Giappone, che presenta un particolare interesse anche per la capacità di gestione eventuali fenomeni di rialzo dell’inflazione. Per quanto riguarda il fixed income USA, l’indicazione è di iniziare a scontare un moderato rialzo dei tassi, guardando anche a strumenti inflation linked. Differente l’analisi di Portelli sull’Europa poiché, dichiara, “la Banca centrale europea non può permettersi un movimento in avanti dei tassi come invece può fare la Fed ed inoltre le prospettive di crescita non sono omogenee per tutti i Paesi dell’Unione”.

Il tema  introdotto fa riferimento alla grande determinante che rimane sui mercati, il roll-out dei vaccini contro COVID-19 e il rischio di nuovi lockdown. Le differenze fra i vari Paesi Europei, fa notare l’head of Cross Asset Research di Amundi, non permettono di prendere singole scommesse nel Vecchio Continente, per cui valgono considerazione di carattere generale come il ritorno dei titoli ciclici, tra cui i finanziari.

Soluzioni di investimento

Come implementare tali valutazioni in soluzioni di investimento? “Le attese inflazionistiche”, dichiara Pisani, “possono essere affrontate tramite un classico ETF sui TIPS oppure con un prodotto molto specifico, il AMUNDI INDEX BREAKEVEN INFLATION USD 10Y – UCITS ETF, che permette di esporsi alle aspettative di inflazione, replicando la strategia di un portafoglio lungo sulle ultime 8 emissioni di TIPS e corto tramite future su Treasuries, di fatto ottenendo una duration pari a zero”. Sempre sullo stesso tema la head of ETF, Indexing & Smart Beta Asset Management & Institutional clients di Amundi SGR cita il AMUNDI FLOATING RATE USD CORPORATE UCITS ETF, un portafoglio di 100 corporate bond investment grade dei paesi sviluppati a tasso variabile denominati in dollari statunitensi.

“Altri temi in focus per noi sono, per quanto riguarda l’azionario, mercati emergenti e Giappone, mentre nell’universo fixed income le obbligazioni investment grade europee, dato il sostegno all’asset class proveniente dalla BCE, con particolare attenzione all’integrazione nella nostra gamma dei principi di sostenibilità”. Attese novità anche lato prodotti nei prossimi mesi da parte di Amundi con un ampliamento dell’offerta che cresce in parallelo all’interesse degli investitori sul tema. “L’entrata in vigore della SFDR”, commenta sul punto Sagone, “rappresenta una ulteriore spinta per gli investimenti sostenibili che riscontriamo in tutti i nostri colloqui con ogni tipologia di investitore”.