Anche le elezioni presidenziali americane stanno contribuendo al nervosismo dei mercati

Rob_Wescott
Immagine concessa

Secondo Robert Wescott, ex assessore economico di Bill Clinton e attuale presidente di Keybridge Research e membro del Comitato direttivo di Pioneer Investments, non si tratta solo del prezzo del petrolio o della preoccupazione per il rallentamento della crescita cinese: anche le elezioni presidenziali statunitensi stanno contribuendo al nervosismo dei mercati. Le ragioni sarebbero da individuare nella preferenza che i sondaggi rivelano per i candidati meno convenzionali dell’ala repubblicana (Donald Trump e Ted Cruz) e nella poca distanza tra Hillary Clinton e il più progressista Bernie Sanders, tra i  democratici. Bisognerà seguire con attenzione gli sviluppi delle primarie statunitensi cominciate ieri con i caucus (comitati degli elettori) dell’Iowa per proseguire il prossimo 7 febbraio nel New Hampshire. 

Questo è un articolo riservato agli utenti FundsPeople. Se sei già registrato, accedi tramite il pulsante Login. Se non hai ancora un account, ti invitiamo a registrarti per scoprire tutti i contenuti che FundsPeople ha da offrire.