Sono stati introdotti con l’ultima Legge di Bilancio ed entrati in vigore da gennaio scorso. I PIR, Piani individuali di risparmio, sono strumenti finanziari studiati dal governo per indirizzare gli investimenti delle famiglie a sostegno della piccola e media impresa italiana. A renderli particolarmente appetibili sono i vantaggi fiscali che promettono ai sottoscrittori: azzeramento della tassazione sui redditi generati dall’investimento ed esenzione dalle imposte di successione. Per godere del beneficio fiscale il piano deve avere una durata minima di cinque anni e l’importo massimo annuo sottoscrivibile è di 30.000 euro (per un valore totale pari a 150.000 euro). Per legge il portafoglio del PIR dovrà contenere per almeno il 70% strumenti finanziari emessi da aziende italiane o europee con organizzazione stabile in Italia. Di questa fetta, almeno il 30% dovrà essere investito in titoli non presenti nell’indice FTSI MIB di Borsa Italiana o indici equivalenti di altri mercati regolamentati.
Anche Sella Gestioni scommette sui PIR

Eduardo Borges, Flickr, Creative Commons
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