Anima: a luglio ancora scarsa visibilità su “quando” le decisioni delle banche centrali impatteranno sul quadro macro

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Candy Zimmermann (Unsplash)

L’attesa che il quadro macroeconomico “incorpori pienamente l’impatto delle decisioni delle banche centrali” fa da sfondo al Flash di Anima su luglio. Un mese in cui, secondo gli analisti della società di gestione del risparmio milanese, la mancanza di visibilità su indebolimento della crescita e calo dell’inflazione, è più legata al “quando” il processo giungerà a maturazione, piuttosto che alla direzione che prenderà tale scenario. Per cui l’invito è ancora alla cautela, “in attesa di segnali più consistenti e convincenti”.

Crescita negli Usa e in Europa

D’altronde anche il miglioramento delle condizioni del credito bancario oltreoceano, spingono gli osservatori a differire le previsioni di recessione al quarto trimestre di quest’anno, senza escludere ulteriori ritardi. Tra i fattori che concorrono alla definizione di questa prospettiva anche i dati solidi sulla domanda interna, l’aumento della spesa per i consumi personali (sostenuta dalla crescita del reddito disponibile), un “mercato del lavoro che continua a mostrarsi piuttosto vitale”, a cui si somma la continua stabilizzazione del settore immobiliare.

Un po’ più problematico il discorso per l’Europa. Il Blocco è entrato in “recessione tecnica” per la contrazione del PIL nel 1Q, ma vede la spesa per consumi in recupero rispetto all’ultimo trimestre 2022 (anche se ancora in territorio negativo). Gli analisti si aspettano dunque “che la fase di sostanziale stagnazione prosegua nei prossimi trimestri” e, anche qui, le attese sono per l'avvio della recessione negli ultimi tre mesi dell'anno.

Scende l’inflazione sia negli Usa sia in Europa

L’inflazione resta comunque al centro dell’attenzione su entrambe le sponde dell’Atlantico. Negli USA il dato headline ha toccato i minimi da aprile 2021, anche grazie al traino dei prezzi dell’energia, tuttavia “la componente core scende più velocemente che in Europa, ma non abbastanza da rassicurare la Federal Reserve”, scrivono gli analisti che individuano “dinamiche in parte simili”, in area euro “con il calo dei prezzi di energia e beni alimentari che traina la discesa dell’inflazione headline, ma a livello core il quadro è meno netto”. Dal rallentamento dell’inflazione sui beni core, soprattutto durevoli sembra che l’impatto della stretta monetaria sull’economia reale inizi a dare i suoi frutti. “Le pressioni sui prezzi dei servizi, però, si confermano molto vischiose: il timido rallentamento registrato nell’ultimo dato su base mensile è in gran parte attribuibile all’estensione del sussidio statale al trasporto pubblico in Germania. Al netto di questa misura, l’inflazione core sui servizi resta sui massimi”, scrive ancora Anima. Arrivano segnali di rallentamento anche dalla Cina, con una produzione industriale in discesa e un mercato immobiliare che sembra aver interrotto la fase di ripresa.

Cosa faranno le Banche centrali

Il quadro appena descritto spinge gli analisti ad attende un “mini-ciclo di rialzi” da 50 pb tra luglio e settembre da parte della Fed. Mentre sul fronte Bce il rafforzamento della linea restrittiva (indotto dal rialzo delle stime sull’inflazione e dall’aumento del costo unitario del lavoro) spinge a “una revisione della stima sul terminal rate da 3,75%-4% a 4%”.

Asset allocation

In termini di asset allocation, le raccomandazioni di Anima restano invariate rispetto al mese precedente.

La società mantiene un posizionamento lungo sui bond governativi (soprattutto per quanto riguarda i Treasury e i Bund), “pur continuando a modulare il sovrappeso di duration in modo tattico”. Indicazione di “cauta costruttività” sui BTP che, dopo un buon primo semestre, “potrebbero essere esposti al deterioramento del flusso di notizie sul fronte del PNRR”. Per quanto riguarda i bond societari, resta valida l’indicazione di una linea prudente, specialmente sul fronte high yield. Lato equity, l’attesa di un deterioramento del quadro macro/fondamentale spinge Anima a confermare l’indicazione di sottopeso, con una preferenza per i titoli di qualità. A livello geografico, il giudizio è più costruttivo su Cina, emergenti, e, in misura più moderata, sul Giappone.

La view sull’Italia

Il contesto macroeconomico non semplice, l’apprezzamento importante da inizio anno e la stagionalità meno favorevole inducono alla prudenza sui mercati italiani; il posizionamento è di lieve sottopeso, destinato a essere incrementato in funzione delle opportunità che si profileranno. Fra i settori in sovrappeso vi sono quello finanziario, quello dei beni discrezionali, della tecnologia e delle utilities integrate; posizionamento di sottopeso, invece, per industriali, utilities regolate e società indebitate trasversalmente ai settori.