"Troppo lenta, troppo fragile", ha detto il direttore del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde in un discorso alla Goethe di Francoforte. Come a dire non siamo in crisi, ma i problemi sul rallentamento del commercio globale, l'aumento della volalitità sui mercati e i rischi per la stabilità finanziaria ci sono ancora tutti. Senza contare poi i timori geopolitici, come il terrorismo e l'ondata di rifugiati. In attesa di capire cosa verrà fuori dalla pubblicazione, la prossima settimana, del nuovo World economic outlook dell Fed, secondo Carlo Majolo, Market specialist di Anima SGR, "gli elementi d'incertezza permangono. Se da una parte la banche centrali hanno rassicurato il mercato, con un importante recupero delle materie prime e una stabilizzazione sul fronte valutario e dei mercati emergenti - segnali che incoraggiano l'avoluzione dle quadro macro - nella seconda metà del 2016 si individuano almeno tre fattori d'incertezza: la Brexit, l'evoluzione delle politiche monetarie in Usa, con la probabilità di due rialzi dei tassi, e l'incertezza sull'evoluzione del settore bancario in Europa in un contesto di tassi bassi e con sofferenze presenti che continuano ad essere un problema in futuro".
Anima SGR: il recupero c'è ma è ancora tempo di prudenza

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