Ascolto, comunicazione, formazione: la triade della consulenza finanziaria del futuro

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Marco Deroma, foto ceduta (Efpa)

Capacità di ascolto, talento comunicativo, formazione. A detta di Marco Deroma, presidente Efpa Italia, sono questi i tre elementi più importanti che devono contraddistinguere la professione del consulente finanziario (sia attuale che futura). Soprattutto in questo “labirinto di rischi” (dice l’esperto) dove i risparmiatori si trovano a vagare. Prima la pandemia, poi il conflitto in Ucraina, di certo il 2022 non è cominciato nel migliore dei modi: “Abbiamo assistito ad un’impennata dei prezzi delle materie prime energetiche che ha fatto schizzare l’inflazione a livelli mai visti negli ultimi decenni”, ricorda. Novità che si somma ad un altro punto fondamentale: una flessione dei prezzi sul mercato obbligazionario. “Eravamo abituati a vedere i mercati obbligazionario come un porto sicuro, oggi ci si rende conto sempre più, perciò, che la figura del consulente finanziario è indispensabile. Dobbiamo, allora, non solo essere in grado di ascoltare i bisogni degli investitori, ma anche offrire delle risposte e comunicarlo nel modo più corretto”.

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